Il Mugello è una comunità o un’espressione geografica? Le comunità vivono di valori condivisi, di un ‘comune sentire’, appartengono alla medesima storia e raccontano le stesse leggende. Insomma, le radici sono state piantate nello stesso terriccio e innaffiate da acqua di Sieve. Dio mi fulmini se il Mugello non è una comunità, c’è scritto anche nel cartello autostradale, il primo che incontri provenendo da nord: Firenzuola Mugello. E se un fiorentino ti chiede dove abiti e tu rispondi a Vicchio, a Borgo, a Scarperia, lui di rimando: ‘Ah, stai in Mugello’.
Il Mugello, dunque, esiste, eccome se esiste. Esiste per chi viene da fuori, per i topi d’archivio, per Autostrade Spa, tuttavia bisogna che esista di più anche nelle istituzioni. Avrei molte buone ragioni da suggerire a difesa dell’integrità del Mugello. Dirò cose ovvie. Nella globalizzazione si sta con piattaforme economico-istituzionali più ampie, ad esempio. La comunicazione è più efficace se non si disperde in mille rivoli municipali, ad esempio. Tutto diventa più semplice se riesco a individuare immediatamente un luogo con un simbolo, ad esempio. Il giglio è Firenze, la lupa è Roma. Ecco, un simbolo. Vogliamo parlarne? Il Mugello vanta un bel logo realizzato anni fa da un creativo di talento, Parigi. Lo vedi sulla carta intestata, lo ammiri di tanto in tanto legato ad eventi pubblici. La mia opinione? Utilizzarlo di più, addirittura imporlo in tutte le manifestazioni di fianco al soggetto organizzatore. Non è che questa procedura risolva tutti i problemi ma almeno è un inizio che può diventare abitudine. Se poi leghi quel simbolo a iniziative di grande respiro prepari il miracolo.
Ci sarà presto una buona occasione. Le celebrazioni di Caterina de’ Medici, regina di Francia e madre di diversi re. Il suo legame col Mugello è fortissimo. È a Cafaggiolo che riceve Margherita d’Austria, una Asburgo, promessa sposa del duca Alessandro de’ Medici. È da quassù che sceglie tre cuoche da portarsi a Parigi. Grazie a loro, in buona compagnia devo ammettere, nascerà la cucina francese, figlia di una tradizione culinaria locale che oltralpe adatteranno ai loro gusti ma senza farne uno scempio.
Caterina orbita a Firenze eppure ha il Mugello nel sangue. Non un campanile in particolare, questo o quello, ma la terra che ha dato i natali alla sua famiglia. Il Mugello, appunto.
Caterina è un’opportunità. A Parigi Macron non se la lascerà sfuggire. Ingaggiare una partita a due, questo dovremmo fare.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 marzo 2019



