VAGLIA – A pochi chilometri da Vaglia, tra Paterno e Cerreto Maggio c’è una piccola località, un gruppo di 7/8 abitazioni chiamato Morlione. Gli abitanti del luogo ad oggi si sono ritrovati “isolati” a causa della demolizione di un ponticello abusivo creato intorno alla seconda metà degli anni ’80 dal proprietario del terreno, per guadare il fiume che separa le abitazioni dalla strada comunale. I residenti hanno scritto una lettera di protesta per segnalare questo disagio ed attirare l’attenzione sulla situazione (articolo qui). Sembra infatti che circa 3 anni fa la polizia idraulica dell’Autorità idrica toscana abbia chiesto agli abitanti di Morlione il pagamento del canone demaniale che, pare, non sia mai stato pagato in quanto abusivo. Al rifiuto dei residenti di pagare sono partiti, come da prassi, gli accertamenti sul ponte e, una volta verificata l’abusività, la conseguente segnalazione alla Polizia Municipale del comune, la quale non ha avuto altra scelta che stilare un’ordinanza con scadenza nel 2015. “I residenti di Morlione – dichiara il sindaco Leonardo Borchi – hanno avuto tutto il tempo di opporsi ma, dal momento in cui è diventata esecutiva non abbiamo avuto altra scelta che agire secondo la legge”. 
Lo scorso inverno il fiume, causa le forti piogge, era in piena ed il sindaco Borchi ha rimandato l’ordinanza di 180 giorni dando la possibilità ai residenti di poter trovare un percorso alternativo o di presentare un progetto per un nuovo ponte. “Nell’arco di questi 6 mesi – dichiara ancora Borchi – è stato presentato un solo progetto che però non rispecchiava i canoni di legge, a quel punto è tornata in vigore l’ordinanza di demolizione. Essendo una strada privata la responsabilità dei lavori è in mano ai residenti. Capisco il disagio ma, una volta terminati i lavori, resterà un cosiddetto ‘guado a ruote bagnate’ con un fiume che è in secca quasi tutto l’anno, la situazione sarà limitante ma non si può parlare di isolamento”. Il problema si pone fino a che ci saranno i lavori e quindi sarebbe molto difficile per i mezzi di soccorso arrivare al paese. “Conosco bene la situazione degli abitanti – commenta il sindaco – e non posso dire che sia facile, purtroppo sono stato investito del problema solo quando l’ordinanza di demolizione non era più appellabile, se loro lo avessero fatto sarebbe stata sospesa e ci sarebbe stato più tempo per trovare una soluzione ma quando scadono i tempi di legge non ci si può far nulla”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 giugno 2016





3 commenti
Complimenti, bella risposta sindaco. Non ci si può più fare nulla. La burocrazia viene prima della sicurezza e dell’incolumità delle persone!!! Bel modo di gestire un comune!
Poi prima c’è la piena e poi il fiume è in secca tutto l’anno. Ma rilegge almeno quello che scrive? Inoltre faccio presente che la legge regionale 21/2012 ci vieta di attraversare un guado. Quindi ci sta invitando a commettere un’illegalità! E poi la solidarietà, i valori della sinistra dove sono finiti? Quassù c’è chi fa fatica ad arrivare a fine mese, così ci mette in croce.
Caro Sindaco, vedo che ha necessità di giustificarsi e questo ci dice molto. In qualità di Ufficiale di Governo, conosce la norma del 2012, che impedisce (visti gli innumerevoli incidenti e vittime)i guadi a ruota bagnata? Vuole negare quanto affermato in altri post, che se si fosse pagato i canoni del guado da noi non costruito e non sussistente sui nostri terreni, sarebbe finita tutto li? Sa che il documento palesava l’irregolarità edilizia? avrebbe messo tutto a tacere purché pagassimo? questo a casa mia si chiama estorsione! Nella precedente ordinanza ammette la presenza di elementi ostativi a procedere determinati da situazioni di pubblica sicurezza ed incolumità pubblica, forse che queste circostanze non sono più presenti? No caro sindaco, nel suo ruolo, dovrebbe mettersi con umiltà a tentare di risolvere il problema, ma vedo che è più impegnato a giustificarsi sui media, che a trovare e studiare una possibile soluzione. E’ inaccettabile che lei si mascheri dietro al fatto che la strada è privata. La strada vicinale aperta al pubblico passaggio, che passava per Pescina, franò negli anni 80 e non è mai stata ripristinata, motivo per cui, l’allora proprietario Marinelli, fu costretto a creare un passaggio alternativo, del quale tutto il comune era a conoscenza e ….. aummaumma, tutti hanno fatto finta di negare! Mamifacciailpiacere!
Caro signor sindaco Borchi, ma si sta rendendo conto di cosa dice?
Quindi tra sei mesi , in inverno la piena che anno scorso ci ha sospeso l’ordinanza di demolizione del ponte non ci sarà? Io ho una prospettiva diversa.La piena ci sarà, vista la tendenza degli ultimi anni e l’acqua scaverà ben bene sia l’alveo del fiume e sia la salita con elevata pendenza che si verrà a creare nella parte antistante la porzione che collega il guado alla via comunale.
Come accade spesso in questo paese fino a che qualcuno non si farà male , gli errori umani in ambito idrogeologico non verranno sanati.
Sta tutto nella coscienza di chi amministra. Dubito fortemente che chi se ne lava le mani come fa lei e che non si è neppure presentato di persona a controllare lo stato attuale dell’alveo del fiume e la conformità del terreno, possa avere alcunchè minima coscienza e interesse di quello che potrebbe accadere in un futuro prossimo agli elettori che hanno fatto si che diventasse sindaco.
Massimiliano Pastorini- abitante di Morlione