MUGELLO – Capodanno si è concluso.
I brindisi, le cene interminabili e i balli ce li siamo lasciati alle spalle, per svegliarci oggi, non necessariamente di mattina, nel 2016. Una riflessione sorge spontanea però: nel Mugello, cosa è stato organizzato per festeggiare l’arrivo del nuovo anno?
Uno si aspetterebbe che un territorio formato da 8 comuni principali e una miriade di frazioni, che conta più di 70 mila abitanti e che si estende per più di mille kilometri quadrati, si siano svolti numerosi eventi, organizzati da enti pubblici, associazioni o enti privati.
Ma purtroppo non è stato così. L’eventistica mugellana per l’ultimo dell’anno è stata molto scarna, per non dire tendente al nulla, con appena tre feste rilevanti in tutto il territorio. Si tratta della “Festa in Piazza” a Firenzuola, lo spettacolo teatrale “L’acqua cheta” al Teatro Giotto di Vicchio e la serata musicale nella discoteca mugellana Officina Ikebana.
L’assenza quasi totale di eventi proposti dai comuni stessi, con l’appoggio o no delle ProLoco locali, è allarmante, e fa riflettere.
È vero che se già è difficile trovare volontari per dare vita ad un evento qualsiasi, trovarne per l’ultimo dell’anno è una chimera da libro fantasy, ma è altrettanto vero che questa apatia generale, questa mancanza di voglia di fare qualcosa di nuovo, spinge sempre di più i giovani d’oggi a dare per scontato che nel Mugello non ci sia niente, e che quindi è logico e naturale migrare altrove.
Eppure mi ricordo di anni fa, quando ero più piccolo, di feste in piazza, musica fino a tarda notte, persone che animavano le vie del paese. E nel vedere strade vuote, persone costrette a stare in casa o a “migrare” necessariamente verso altri posti, lasciando il Mugello vuoto, mi fa un po’ di tristezza.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 gennaio 2016




