BORGO SAN LORENZO – Nella serata di sabato 5 Settembre al Santuario del SS Crocifisso di Borgo San Lorenzo è stata inaugurata la nuova illuminazione della croce che sovrasta l’edificio. La cerimonia si è svolta nell’ambito del Settembre Giovanile al termine della “Camminata per Graziano”, iniziativa che ogni anno ricorda Graziano Melara (articolo qui). Don Luciano Marchetti, pievano di Borgo San Lorenzo, nel suo intervento ha ricordato come quello di illuminare la croce fosse proprio un suo desiderio: queste le parole pronunciate da don Luciano per l’occasione:
Si è realizzato un desiderio di Graziano, l’indimenticato sacrestano del Santuario del SS. Crocifisso a Borgo San Lorenzo: sulla sommità della cupola, la Croce, sarà illuminata durante la notte. E ciò è avvenuto al termine della tradizionale “Camminata per Graziano” che si svolge a metà dei giochi del Settembre Giovanile, quest’anno il 5 Settembre, data in cui ventinove anni fa nasceva al Cielo, Madre Teresa di Calcutta. Proprio a lei il Signore Gesù rivolse queste parole: “Vieni, sii la mia luce. Non posso andare da solo. Essi non mi conoscono e perciò non mi vogliono. Vieni tu. Va’ in mezzo a loro. Portami con te dentro la loro vita”.
Madre Teresa fondò così le Missionarie della Carità, indossando il sari indiano e iniziando la sua nuova missione tra gli ultimi di Calcutta, gli scartati, quelli che sono non voluti, non amati, non curati.
Un giorno un giornalista le disse: “Madre, lei ormai è vecchia! Ha lavorato tanto, ha ricevuto anche il Nobel per la pace, ma cosa è cambiato nel mondo? Madre, si riposi, perché non vale la pena di lavorare ancora”. La Madre, con il volto sereno e disarmante, rispose: “Io non ho la pretesa di cambiare il mondo. Il mondo lo cambierà Gesù, glielo garantisco, al momento opportuno. Io cerco soltanto di essere una goccia di acqua pulita nella quale si possa specchiare il volto bello di Dio”. E aggiunse: “Le pare poco?”. Non rispose. “Lo faccia anche lei: saremo in due!”. Il giornalista ascoltò sorpreso. Madre Teresa aggiunse: “E’ sposato?”. “Sì, sono sposato”. “Si impegni anche con sua moglie: saremo in tre!”. “Ha dei figli?”. “Sì, ho tre figli”. “Lo insegni anche ai suoi figli e saremo in sei: moltiplichiamo le gocce di acqua limpida e puliremo il mare. Criticare non serve a niente. Finché gridiamo: “E’ buio, è buio!” non si accende la luce. Accenda anche lei la sua luce”.
Quanto sono vere queste parole! Finché gridiamo: “E’ buio! E’ buio!”, non si accende la luce. Ognuno accenda la sua luce. E lo possiamo fare tutti. La Croce che brilla nella notte è, quindi, per i credenti cristiani una chiamata da parte del Signore Gesù: “Vieni, sii la mia luce. Non posso andare da solo. Portami con te”.
La nuova illuminazione ha sostituito il vecchio impianto, non più attivo da anni. Per questa iniziativa, il Consiglio del Centro Giovanile ringrazia per la professionalità e la disponibilità, dimostrate nell’accogliere l’idea di illuminare la croce, da Enrico Poli della “Poli C” e da Eryon Lamce del Lamce Group, oltre a Michele Devoti, che è salito a quarantaquattro metri di altezza.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Settembre 2026







