BORGO SAN LORENZO – Sono ormai trascorsi oltre tre anni dalla frana che colpì la frazione di Panicaglia, il 1 febbraio 2014, interessando abitazioni, fabbricati, in via del Cantone.
E i residenti -e non solo loro- sono preoccupati, perché i lavori di consolidamento vanno troppo a rilento. Negli ultimi due mesi sono fermi, e per questo il consigliere comunale della lista civica “Cambiamo, insieme!”, ha presentato un’interrogazione al sindaco ponendo una serie di questioni.
Intanto Margheri ricorda che da tempo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva proceduto all’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della strada, prevedendo la realizzazione di una paratia, per un importo di circa 450Mila euro, con uno stanziamento complessivo di 700Mila euro. Anche la Regione aveva previsto lo stanziamento di 60Mila euro per la progettazione esecutiva di un’ulteriore paratia.
Perché allora questo stop ai lavori? Così il capogruppo della lista civica chiede quindi se i 250 milioni di euro stanziati a livello nazionale per questo tipo di intervento sono davvero disponibili e, per quanto riguarda Panicaglia, se è stata fatta la progettazione relativa all’ulteriore stralcio e, nel caso, quando partiranno i lavori.
Un’altra domanda, che interessa tutti i cittadini è se dopo la realizzazione del primo pezzo di paratia, le sette unità immobiliari siano tornate abitabili, come dichiarato a suo tempo dall’Amministrazione. Inoltre, nell’interrogazione, si chiede se non sia il caso di risolvere anche il problema delle terre di scavo lasciate sul movimento franoso, che potrebbero aggravare ancor di più la situazione, e se sia stata studiata la situazione complessiva della frazione per capire come evitare che le piogge causino un’ulteriore frana. Infine, vista la realizzazione del primo tratto di paratia , sembra che ci siano ben poche possibilità di far passare il collettore fognario Panicaglia che, attualmente, è arrivato in via del Palagetto a sud della frazione. Dato che la maggior parte dei reflui sono intubati a nord e vengono dispersi nel torrente Le Cale, a lato della frana, e che la costruzione milionaria del collettore risulta quasi inutile, il consigliere Margheri chiede al sindaco Omoboni se finalmente sia stato deciso dove verrà fatto passare il raccordo, tra il tratto già costruito ed il fognone, ed infine se non sia il caso di far confluire, sui lavori da eseguirsi per la costruzione del raccordo, anche la realizzazione di una viabilità che ricolleghi il lato nord e sud della frazione.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 maggio 2017



