BORGO SAN LORENZO – Domenica 7 maggio, a Bonoua, in Costa d’Avorio, non è stata una domenica come le altre. La comunità cristiana ha accolto i Provinciali delle case di Don Orione che sono in Inghilterra, Polonia, Spagna, Italia ed il nuovo Direttore Generale, che sono venuti per alcune riunioni con il consiglio della Provincia Religiosa dell’Africa dell’Ovest.
Come è usanza qui, un’occasione simile deve essere ben festeggiata. Inoltre, è stato deciso di unire due ricorrenze importanti : i miei 50 anni di sacerdozio ed i 40 anni di Don Natale Lucidi, l’economo provinciale.
Sono queste circostanze che la gente di qui manifesta il suo animo profondo ed i valori che fanno ricca la loro tradizione, come lo spirito di accoglienza.
San Luigi Orione, quando negli anni ’20 mandava i suoi sacerdoti, quasi tutti del nord Italia, in Sicilia ed in Calabria, raccomandava loro di diventare siciliani con i siciliani e calabresi con i calabresi; oggi avrebbe detto di essere africani con gli africani.

Così ci siamo adattati con entusiasmo al loro spirito di accoglienza. Ci hanno preparato un pick-up, ben addobbato su cui il Direttore Generale, il Padre Economo ed io, vestiti con gli sgargianti panni tradizionali dei capi locali, ci hanno fatto percorrere le vie di Bonoua tra la gente esultante in festa, che danzava ai ritmi del suono della fanfara. Siamo arrivati in chiesa dove è stata celebrata una gran bella Messa, che solo qui in Africa si vede, con grande partecipazione della gente.
E dato che tutte le feste belle terminano a tavola, anche quel giorno, la grande festa è terminata con un bel pranzo, a cui ha partecipato tanta gente e abbiamo potuto gustare ancora una volta i loro cibi accompagnati da sughi saporiti.
La bellezza di queste manifestazione è che in mezzo a questa gente, non ti senti straniero; ti senti ben accolto e quasi ti dimentichi di essere europeo, ti dimentichi di essere bianco e ti unisci alla loro festa, trasportato dai loro canti e dal loro ritmo.
Sulla strada della partenza il Direttore Generale, lui che è brasiliano, mi disse, “beato te che ti trovi da ben 37 anni in Africa, queste cose in Europa te le sogni. La gioia di questa gente, i tanti bambini e ragazzi che riempiano le vostre chiese sono cose che in Europa non si vedono più e poi qui ti senti pienamente sacerdote”. E ciò è splendidamente vero!
Don Pasquale Poggiali
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 maggio 2017



