
BORGO SAN LORENZO – La società pubblico-privata GAL-Start è stata nei giorni scorsi il terreno di un durissimo scontro politico. Motivo del contendere la scelta del suo direttore, con due fazioni nettamente contrapposte. E alla fine a prevalere sono stati coloro che volevano la conferma del direttore uscente Stefano Santarelli, che svolge questo ruolo già da due mandati.
Lo volle con sé, dieci anni fa, l’allora sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni. Che scelse di “licenziare” il precedente direttore, voluto dal precedente presidente Giovanni Bettarini, sindaco borghigiano. Il direttore era Leonardo Romagnoli, che per Bettarini aveva fatto l’assessore, e che Bettarini portò con sé a dirigere il GAL-Start, società che ha il compito di distribuire finanziamenti europei per lo sviluppo rurale.
Che è successo stavolta? Intanto è cambiato il presidente. A succedere al barberinese Giampiero Mongatti alla presidenza è andato un sindaco del Chianti (la società oltre al Mugello ha per aree di competenza anche Chianti-Valdarno, Val di Sieve e Val di Bisenzio): il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi (articolo qui).
Poi si è aperta la partita per il rinnovo del direttore. Da un lato la proposta di cambiare, dopo un decennio, affidando il compito a un dipendente del Gal Start, valorizzando così una risorsa interna, nella persona di Giovanni Fredducci, dall’altra quella di confermare il direttore uscente Santarelli. E così la discussione si è incentrata su due alternative: andare a una nomina diretta – per scegliere il dipendente da promuovere direttore – oppure fare un avviso pubblico – e questo avrebbe favorito Santarelli.
Il braccio di ferro si è fatto rovente. All’inizio pare che le due forze in campo fossero piuttosto paritarie: erano a favore del cambio di cavallo il rappresentante dei sindaci del Mugello Marco Bottino, alcune associazioni di categoria. Poi i pro-Santarelli hanno mosso le loro carte. I toni si sono alzati e le argomentazioni sono diventate taglienti. Si racconta di un durissimo scontro, anche sul piano personale, in cda, tra Bottino e il rappresentante dell’Unione Agricoltori, di una serie di telefonate dai vertici provinciali e regionali per far cambiare posizione ad alcuni rappresentanti delle associazioni di categorie.
Ancora: c’è chi ha fatto leva sul fatto che il siluro a Santarelli sarebbe stata una rivalsa del sindaco borghigiano Romagnoli, sostenuta anche dall’attuale assessore fiorentino, il borghigiano Giovanni Bettarini. E si dice che vi fosse un accordo politico, all’interno del Pd, per andare alla sostituzione del vecchio direttore, accordo poi fatto saltare, ennesima resa dei conti tra le due anime che si confrontano e scontrano all’interno del Partito Democratico. E ancora si racconta che tra i Mugellani vi fosse chi accusa Santarelli di essere legato troppo agli interessi chiantigiani. E chi invece riteneva una forzatura poco trasparente andare alla nomina diretta di Fredducci. Tanto che il presidente del Gal aveva chiesto alla Regione un indirizzo in merito alla questione, bando sì, bando no, ricevendo una risposta non ultimativa ma comunque indicante l’opportunità di scegliere il direttore tramite avviso pubblico.
La strada di un accordo è stata subito parecchio in salita: chi premeva per la soluzione interna, sostenendo la candidatura a direttore di Fredducci, dopo aver “perso” la battaglia dell’avviso di gara, visto che fino ad ottobre, con le procedure del bando, il direttore non sarebbe stato comunque stato scelto, ha proposto di nominare, per questi pochi mesi di intervallo, come vicedirettore Fredducci. Ma anche questa richiesta non è stata accettata e si è invece messo sul tavolo un incarico temporaneo, già in vigore, allo stesso Santarelli.
“Sicuramente non sono state una discussione e una scelta serene – dice Marco Bottino, sindaco di Palazzuolo e membro del cda del Gal-Start in rappresentanza dell’Unione dei Comuni – ed è soprattutto il backstage che non mi è piaciuto. Alla fine si è raggiunto un faticoso accordo, sul fatto che l’incarico avrà una durata biennale e poi si farà una nuova scelta. La posizione che ho tenuto in consiglio d’amministrazione, a favore della soluzione interna – che ci avrebbe fatto anche risparmiare – aveva il consenso di tutti i sindaci del Mugello. Ma poi gli accordi sono stati disattesi, e quel che mi ha addolorato, alla fine, è stato il fuoco amico. Le due posizioni erano entrambe legittime e da discutere, ma ci sono state forzature che non mi sono piaciute. Come quella sul no al vicedirettore interno. Una cosa, tra tutte, vorrei precisare: in questa diatriba il sindaco Romagnoli non c’entra assolutamente niente, è totalmente estraneo. Diciamo invece che vi sono state pressioni esterne e veleni sotterranei. Abbiamo dovuto mediare, e alla fine io ho ceduto nell’interesse del Gal. Ora l’importante è che il Gal faccia bene il proprio mestiere”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Agosto 2025



