Giacomo Bagni è uno dei candidati mugellani alle elezioni regionali. E’ nella lista del “Popolo Toscano”. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
“Il Popolo Toscano” è considerato la principale novità di queste elezioni regionali, formata da figure di varie provenienze. Ce ne spieghi la genesi e perché hai accettato l’impegno della candidatura?
Quando mi hanno proposto di dare un contributo a questa iniziativa politica, che anch’io ritengo sia la più nuova e originale nell’attuale panorama regionale, l’ho fatto con entusiasmo e speranza. Il Popolo Toscano è una casa aperta alla buona Politica, alla Politica buona, quella che, in modo pragmatico, senza populismi, senza demagogia, lontano dal vociante “distruggiamo tutto”, vuole provare a dare spazio ad una rinnovata idea di impegno pubblico di servizio. Parole vuote, retoriche? Forse così appaiano perchè svuotate di significato, annientate e annichilite dalla cattiva politica, una cattiva politica che ha determinato sfiducia e distacco da parte dei cittadini.
Tu fai parte di “Borgo Migliore”. Che legame c’è con questa nuova iniziativa?
Non è estranea a questa proposta politica, l’esperienza positiva e vincente di Borgo Migliore a Borgo San Lorenzo che, senza vanterie, in qualche modo ha anche contributi ad ispirare l’idea del Popolo Toscano. Anche in Toscana, pur in presenza di buoni risultati, non tutto funziona alla perfezione, e si può e si deve migliorare. Per farlo occorre l’apporto e il contributo anche di altre culture politiche che si considerano riformiste nel senso della ricerca del nuovo al servizio del bene, in una dialettica positiva e costruttiva col PD partito di maggioranza.
Alleati al PD, ma in che modo?

Nessuna subalternità, ma una collaborazione leale e responsabile. C’è bisogno di consiglieri regionali autonomi, capaci, quando ce n’è bisogno, di farsi sentire, di “condizionare positivamente”, di fungere da stimolo propositivo e da pungolo condividendo l’impianto di fondo nel governo regionale. D’altra parte questo ruolo le opposizioni non sono in grado di svilupparlo. Potremo affidare un ruolo costruttivo ai massimalismi dei grillini da una parte, e della Lega e Fratelli d’Italia dall’altra? E quanto potranno incidere una Forza Italia sempre più in balia di lotte intestine e un centrodestra ridotto al lumicino? Se vogliamo dare un contributo vero, utile, dobbiamo essere presenti nella maggioranza. Ma con una posizione originale e autonoma. Questo è il senso del Popolo Toscano.
Su cosa volete incidere?
Intanto sul rapporto tra Regione e Mugello, tra Regione e territori locali. La Regione non ha sempre brillato per vicinanza. Penso alle scelte fatte per le comunità montane, con la creazione di unioni di comuni senz’altro più fragili e deboli, penso alle lentezze su questioni che riguardano direttamente il Mugello. Ricordo tutte le vicende dell’alta velocità, o la vicenda dell’ospedale del Mugello. Ma potrei includere anche la vicenda dell’ex-ospedale di Luco, e anche la gestione dei fondi dell’Addendum con ritardi nella realizzazione di quanto previsto addirittura con mancate realizzazioni. Allora c’è bisogno anche di un “riavvicinamento” operativo ai territori, una nuova dialettica tra centro e periferie e il Popolo Toscano ha l’ambizione di dare un contributo in questo senso.
Per l’ospedale, prima si è sottovalutato il problema di tenuta antisismica della struttura, poi si è detto che andrà ricostruito ma senza poi al momento prendere impegni economici chiari e della debita consistenza. Un comportamento che non proprio lineare. L’impegno del “Popolo Toscano” sarà quello di tenere alta l’attenzione, per ottenere quello che ci spetta. E’ stato detto che l’ospedale sarà ricostruito, ebbene ci piacerebbe vedere impegni messi nero su bianco. Come del resto da tempo chiede in Regione Marco Carraresi, uno dei promotori della lista del “Popolo Toscano”.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 29 maggio 2015


