MUGELLO – In occasione della “Giornata nazionale della Legalità”, in memoria del sacrificio dei giudici Falcone e Borsellino, gli studenti e le studentesse delle classi seconde degli indirizzi Industria e artigianato per il Made in Italy ed Enogastronomia e ospitalità alberghiera dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Chino Chini” di Borgo San Lorenzo hanno vissuto un’esperienza formativa e civica di eccezionale spessore.
Presso le storiche aule del Tribunale per i Minorenni di Firenze, i ragazzi e le ragazze accompagnati dai docenti Fernando Manzo e Vittorio Pontieri, si sono trasformati in magistrati, avvocati, imputati e testimoni, portando in scena la simulazione processuale del copione “La Tavernetta”, culmine del celebre progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione “Ciak – Formazione e Legalità” in stretta sinergia con il Tribunale minorile e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, si propone di far toccare con mano ai giovani i meccanismi della giustizia minorile, aiutandoli a comprendere il confine, spesso reso labile e confuso dalle dinamiche di gruppo, tra ciò che è legale e ciò che non lo è.
Ad accogliere con solennità e calore la delegazione del Mugello composta anche dal dirigente scolastico Gian Lodovico Miari Pelli Fabbroni e dalla referente alla legalità prof.ssa Carmelina Mupo, è stata la Presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze. Nel suo intervento di benvenuto, la Presidente ha espresso parole di profondo apprezzamento per l’impegno degli studenti e delle studentesse, complimentandosi vivamente con loro per la serietà e la maturità con cui hanno affrontato tematiche delicate come il disagio giovanile e le responsabilità penali.
Per l’Istituto “Chino Chini” si tratta del secondo anno consecutivo di adesione, con successo, a questo percorso didattico e valoriale. La soddisfazione per l’esito della giornata è stata totale: la risposta degli studenti e delle studentesse è andata ben oltre le aspettative, confermando come le metodologie attive e partecipative, capaci di proiettare la scuola al di fuori delle proprie mura e direttamente dentro le istituzioni reali, siano lo strumento più efficace per coltivare nei futuri cittadini una solida e consapevole coscienza democratica.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 giugno 2026




