MUGELLO – Prima Firenze. Forse è questo il sottotitolo di un recente documento stilato per assegnare finanziamenti alla ex Provincia di Firenze, oggi Città Metropolitana. Una ripartizione dei fondi che, ancora una volta, privilegia il capoluogo e dimentica i territori fuori dall’area urbana. Perché?
Parole dure, quelle del sindacalista Paolo Aglietti, coordinatore della CGIL per la zona Mugello. Le ha usate, non più di due giorni fa (articolo qui), per commentare il contenuto del cosiddetto “Patto per la Città Metropolitana di Firenze”, un atto sottoscritto a due mani, l’una che guidava e sorreggeva l’altra. Appunto, due mani sinergiche, compagne, quelle del Presidente del Consiglio e del Sindaco di Firenze. Per un intreccio di firme che, ancora una volta, sancisce e celebra il primato del capoluogo sui territori circostanti. E poco importa che si chiamino Mugello, Valdisieve, Valdarno, o Chianti Fiorentino. Alla Valdelsa, invece, qualche spicciolo tocca.
Già perché questa politica metropolitana e centripeta, che a fatica vede le proprie periferie, figuriamoci come possa pensare a promuovere lo sviluppo fuori dall’orbita cittadina. Così il Mugello e gli altri territori, di quella che un tempo, nel lessico, meno nei fatti, era la Provincia di Firenze, sono accomunati nello stesso genoma, figli negletti distanti dal salotto buono. Per loro nessuna risorsa economica. Magari se ne ricorderanno alle prossime elezioni, quando le promesse avranno i sintomi e gli effetti di una superfetazione.
Il sindacalista Aglietti, dismesso l’abito della concertazione parasociale, si cala nei dettami di questo “patto” e ne snocciola dati e indirizzi programmatici. Così ci guida nei meandri della ripartizione di quei finanziamenti facendoci toccare con mano, senza lasciarceli, quella montagna di soldi. Si scopre che quelle risorse saranno in gran parte destinate al sistema tramviario fiorentino (tratta Leopolda-Piagge, Aeroporto-Polo Scientifico di Sesto Fiorentino), al primo stralcio della strada SR 429 nell’empolese, e, nondimeno, per le politiche abitative, piste ciclabili e smart city del comune capoluogo. Firenze comanda, e prende.
Dal Mugello, per ora, a parte questa segnalazione di Aglietti, nessuna reazione. Vince il silenzio. E quando mancano le parole, dettate o scritte che siano, è difficile capire se ci si trovi davanti ad un atteggiamento di critica o di sostanziale approvazione. Eppure dovrebbe scaturire giammai l’orgoglio campanilistico, derubricato per altre circostanze, ma almeno l’indignazione civica per questo ennesimo trattamento irriguardoso verso questi territori. Evidentemente la politica metropolitana non riesce a distaccarsi dagli antichi ferri del mestiere. Come quelli in uso all’epoca di Brenno, quando le bilance servivano a discriminare e non a pesare ciò che si poneva sul piatto.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 novembre 2016





