BORGO SAN LORENZO – Francamente c’è una cosa, in particolare, che ha colpito, e anche un po’ stupito, della manifestazione che ieri pomeriggio ha visto protagonista il segretario federale della Lega Matteo Salvini.
Non le oltre 300 persone presenti in piazza Cavour: era l’evento clou della Lega in Mugello per la campagna elettorale, c’erano più persone venute da fuori che borghigiani, c’erano tanti giovani, lì ad applaudire il leader. E c’era tanta polizia e Carabinieri, con decine d’agenti. Sono saltate anche tutte le regole anti-Covid. Intorno al palco, il distanziamento sociale per un’ora è stato archiviato.
Non il livello degli interventi: la propaganda elettorale è quella che è, e non c’era da attendersi ragionamenti profondi e neppure che si entrasse nel merito dei problemi.
(Magari la prossima volta un impianto di amplificazione decente sarebbe opportuno, visto che in ampie zone della piazza non si sentiva niente).
Non la contestazione: certi atteggiamenti intolleranti, ingiustificabili e alla fine anche controproducenti vanno in conflitto col principio stesso che vorrebbero difendere e fanno da assist proprio a chi vorresti contestare, sono un cliché duro a morire, a dimostrazione che come spesso accade, gli estremi si toccano.
Quello che lascia sconcertati è il tempo dedicato ai selfie: cento e più persone in coda, per farsi una foto, un tempo più che doppio rispetto a quello dedicato al comizio vero e proprio.
Ognuno faccia le proprie valutazioni, s’intende. Sicuramente, sono segnali e atteggiamenti sui quali dovremmo provare a riflettere.
P.G.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Settembre 2020





