In questa lunga intervista, il sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa, torna ad intervenire sulla caotica situazione politica del suo Comune, e sullo scontro che da settimane lo divide dal segretario del locale Partito Democratico, Francesco Tagliaferri. Commentando anche l’ipotesi di realizzare una lista civica e il nome di Simone Lazzerini, che da alcune settimane sta girando come possibile candidato del Pd. E intanto si apprende che per la serata di martedì 2 Aprile è stata convocata una riunione del direttivo del Partito Democratico che potrebbe finalmente chiarire molti aspetti della situazione.
Sindaco, nel suo Comune tutto tace, sia a destra che a sinistra, passando dal centro. La sua ricandidatura, osteggiata dal segretario del suo partito, che fine ha fatto?
“La mia candidatura c’è, ed è altresì prevista dallo statuto del PD. Stiamo però sfiorando il ridicolo. Statuto, regolamenti nazionali e locali del mio partito vengono cancellati da un direttivo comunale PD composto da 5 persone contrarie alla mia ricandidatura non portando in questi mesi nemmeno una motivazione politica. Non si tiene conto del nostro operato di 5 anni che lo stesso gruppo consiliare ha sempre approvato all’unanimità anche quando ci siamo incontrati fra Giunta comunale e Direttivo del partito.
Sindaco ci spieghi meglio cosa è successo
“Con un colpo di prestigio del segretario Tagliaferri, si è fatto in modo di riabilitare le forze di opposizione messe all’angolo dalla propria inconcludenza politica e che in questi anni hanno contrastato le maggiori decisioni amministrative quali l’impianto eolico, la multiutility, i bilanci comunali. Tagliaferri è diventato una sorta di “assicurazione sulla vita” di Officina 19 che era ormai politicamente morente per l’assoluta inconsistenza della sua azione politica”.
A suo avviso il PD vicchiese come uscirà da questo momento?
“Il segretario Tagliaferri ha barattato 5 anni della nostra amministrazione guidata dal PD per un tornaconto di pochi, che si rendono responsabili di un grande indebolimento del nostro Partito solo ed esclusivamente per ambizioni personali, cercando di creare una coalizione con Officina 19 e M5S, schieramenti che si definiscono e vanno avanti per la negazione della loro stessa politica”.
Cioè, ci può spiegare meglio cosa intende?
“Un segretario di partito dovrebbe essere garante della trasparenza e linearità del percorso politico che porta alle elezioni amministrative e non si capisce perché negli ultimi mesi ha compiuto questa giravolta. Se fare il segretario di un partito vuole dire pugnalare alle spalle un sindaco al primo mandato faccia pure, si accomodi. Io resto tranquillo”.
Si parla di Tagliaferri ma in questi giorni è uscito il nome di una vecchia conoscenza della politica vicchiese, Simone Lazzerini.
“Di Tagliaferri non mi sorprende ormai piu niente. Per quanto riguarda Simone Lazzerini, già segretario del PD locale qualche anno fa, a cui si devono alcune scelte politiche sbagliate tra cui la tanto discussa Polizia Municipale. Se le voci fossero confermate, il PD, invece di guardare con ottimismo al futuro, farebbe un passo indietro e lo farebbe fare all’intera comunità vicchiese. Se il PD vicchiese vuole questo, avanti. Io e, sono sicuro, la maggioranza dei vicchiesi la pensa in modo diverso perché amiamo profondamente il nostro paese e ci batteremo con tutte le nostre forze perché ciò non accada.
Quindi, lista civica?
“Io resto iscritto al PD e non ho mai ipotizzato un percorso fuori dal mio partito. Io chiederò di essere giudicato dai cittadini e non da cinque membri di un direttivo. Tutto qui. Differenza sostanziale rispetto alla candidatura di Lazzerini, Tagliaferri o chi altri dovesse uscire dal cappello con le modalità ipotizzate, cioè per mano di prestigiatori di quella politica politicante che ha fatto allontanare gli italiani dal voto e dalla politica, ormai considerata un “male necessario”.
Vuole inviare un messaggio a Tagliaferri?
“Intanto lo aspetto il 9 aprile in teatro per il resoconto di fine mandato. Da mesi, Tagliaferri e chi ruota intorno a lui cercano di screditare il sottoscritto con attacchi personali facendo già comunella con le attuali forze di opposizione M5S e Officina 19 come si è visto negli ultimi consigli comunali. Un comportamento vergognoso e vile. Ebbene, per descrivere il loro comportamento prendo a prestito il seguente detto: “E’ più facile ingannare che convincere le persone che sono state ingannate. Inevitabilmente la verità verrà a galla e gli elettori prima capiranno, poi giudicheranno e infine voteranno secondo coscienza”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Aprile 2024








5 commenti
Intervista interessante, da ora in poi leggero’ Il Filo (che finora non conoscevo), ciao