
SCARPERIA E SAN PIERO – Il cardinale Ernest Simoni, 95 anni compiuti da pochi mesi, mercoledì 17 Gennaio ha visitato lo stabilimento di Acqua Panna, dove ha incontrato i lavoratori ed è stato accolto dall’amministratore delegato di Sanpellegrino, il dottor Michel Beneventi, e dalla direttrice del sito produttivo di Scarperia, la dottoressa Silvia Galvanin.
Il Porporato ha mantenuto la promessa che fece a fine agosto, quando ha celebrato la santa messa nella riserva dove sgorga l’Acqua Panna, sul Monte Gazzaro, e dove è stata ripristinata l’antica Croce abbattuta dalle perturbazioni invernali. Come promesso allora, si è recato nello stabilimento di Acqua Panna e ha celebrato la Santa Messa nella storica Cappellina Gentilizia di Villa Panna, dedicata a Sant’Antonio Abate, gremita per l’occasione.

Erano presenti le autorità locali, tra cui i sindaci Federico Ignesti, di Scarperia San Piero, Giampiero Mongatti, di Barberino di Mugello e Stefano Passiatore, primo cittadino di Dicomano e Presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello. Poi il Colonello Arturo Michele, comandante della Compagnia Carabinieri di Borgo San Lorenzo, il Luogotenente Danilo Ciccarelli, Comandante Stazione Carabinieri Scarperia, il personale della Polizia Municipale dell’Unione Mugello, con Paolo Baldini, comandante Distretto Barberino di Mugello, e Stefano Baldini, comandante del Distretto Scarperia San Piero. Con loro anche Daniele Bartoloni, responsabile del Distaccamento Vigili del Fuoco di Barberino di Mugello.
“Sono felice ed onorato – ha dichiarato Michel Beneventi, Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino – che il cardinale Simoni abbia celebrato la ricorrenza di Sant’Antonio Abate con una messa nella cappella di Villa Panna. La famiglia Medici, antica proprietaria della Villa, dedicò questa piccola chiesa proprio a Sant’Antonio perché proteggesse gli animali che popolavano la sua riserva. La tutela della sua biodiversità è un impegno che si è tramandato nei secoli e che ci siamo presi a cuore anche noi di Sanpellegrino. Un esempio è la costruzione nella nostra riserva di un Bee hotel, una struttura in grado di ricreare l’habitat naturale per gli insetti impollinatori messi a rischio da pesticidi e cambiamenti climatici per favorire la loro riproduzione”.

Il cardinale Simoni, prima di recarsi allo stabilimento, nel giorno dedicato al Santo a cui nei secoli è affidata la protezione degli animali, si è fermato nella località La Castellana, per visitare l’azienda agricola di Alvaro Marchi, benedicendo la stalla con le mucche di razza Limousine. A lungo si è soffermato a parlare con gli agricoltori, dagli anziani ai giovani, che stanno portando avanti le antiche tradizioni, accarezzando gli animali e rammentando la sua Albania e gli anni da parroco in montagna, dove ha custodito tanti animali, fino al suo 88esimo compleanno, quando Papa Francesco lo ha elevato alla Dignità Cardinalizia annoverandolo nel Sacro Collegio.

Come ha riferito il Porporato, quando il Santo Padre lo ha nominato Cardinale nel giardino della sua Canonica aveva tanti animali galline, anatre, oche, piccioni e tacchini, i “suoi amici” come li ha definiti da “Francescano”, poiché Don Ernest, fin da bambino, aveva abbracciato la vita religiosa secondo la regola di San Francesco, fino soppressione e chiusura di tutti gli istituti religiosi da parte del regime comunista ateo del dittatore Enver Hoxha.

Padre Ernest, come ama farsi chiamare, è conosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria vita vissuta nella fedeltà alla luce del Vangelo “icona di Gesù Buon Pastore” come lo ha definito Papa Francesco recentemente nella missiva che gli ha scritto nel giorno del Santo Natale, ricordando il suo arresto, che portò Don Ernest a subire ingiustamente 28 anni tra prigionia e lavori forzati nelle miniere dove estraeva rame e pirite e nelle fogne di Scutari, dove ha concluso la detenzione nei primi mesi del 1991.
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Vieri Lascialfari, foto Silvestro Forasassi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Gennaio 2024
