
BORGO SAN LORENZO – La seconda commissione consiliare del Comune di Borgo San Lorenzo, presieduta dalla consigliera con delega all’Ambiente e alle Politiche Sostenibili Irene Pieroni, ha effettuato una visita all’impianto di compostaggio nella frazione di Faltona, di proprietà di Alia Servizi spa.
Impianto importante, perché è stato voluto per trattare l’organico e gli sfalci del verde, che è parte rilevante della raccolta differenziata, costituendo mediamente dal 30 al 40% del peso dei rifiuti solidi urbani. E l’impianto di Faltona può trattare fino a 35 mila tonnellate di materiali.
C’erano la presidente del consiglio comunale Laura Taronna, la consigliera delegata alle tematiche ambientali Irene Pieroni, l’assessore ai servizi pubblici Alessandro Galeotti, la capogruppo dei gruppi civici Caterina Santelli, il capogruppo dei Cinque Stelle Marco Giovannini, il consigliere di Cambiamo insieme Claudio Ticci, il consigliere pd Luca Del Tempora, la dipendente responsabile dell’ufficio ambiente Paola Gori.
L’incaricato di Alia ha dato le spiegazioni sul funzionamento del centro di compostaggio e ha risposto alle domande dei consiglieri. E’ stato evidenziato che l’organico proviene dalla raccolta del di tutto il Mugello, seguendo i ritmi del porta a porta, nei giorni di lunedì martedì e giovedì. Le quantità di materiali raccolti, che si aggirano intorno alle 600 tonnellate a settimana, vengono successivamente trasformate, dopo una fase di lavorazione di circa 48 ore, e un processo che può arrivare a durare circa 28 giorni, in compost, o ammendante compostato.
Secondo l’ingegnere di Alia il prodotto che esce da Faltona risulta conforme al D. L. 2010, n.75 in materia di fertilizzanti, e può essere utilizzato, proprio perché ricco di sostanze organiche ed elementi nutritivi, da aziende agricole per concimazioni o produttrici di fertilizzanti naturali, ma anche dal singolo cittadino che ne faccia richiesta. Notizia interessante e nuova, perché in passato il compost derivante dalla raccolta differenziata dell’organico era risultato avere problemi, per contenuti inidonei, come le plastiche.
E’ emerso che al momento un 20% della raccolta dell’organico che giunge a Faltona viene scartato, e inviato in Emilia Romagna presso impianti di recupero, termovalorizzatori o pre-impianti di termovalorizzazione. Si conta comunque di fare investimenti in macchinari in grado di ridurre lo scarto dal 20 al 10%.
Inoltre anche il rifiuto liquido che si viene a creare nella lavorazione e che rappresenta circa il 7% viene opportunamente trattato e riutilizzato nel processo di produzione del compost.
“Visite come queste – sottolinea la consigliera Irene Pieroni – ci permettono di capire innanzitutto come il nostro territorio sia importante e strategico nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti, e in secondo luogo sottolineano quanto la transizione verso un’economia circolare preveda l’attuazione di un modello in cui il rifiuto, in questo caso quello organico, non debba rappresentare più solo un materiale di scarto, ma abbia la capacità di diventare la materia prima che dà vita a nuovi cicli produttivi.
Per questo, attuare una differenziata corretta diventa il primo passo per ottenere la materia prima necessaria ad avviare la produzione di compost: dai dati raccolti dall’impianto di Faltona emerge chiaramente che il tipo di raccolta diventa determinante in questo senso, proprio perché con l’adozione del porta a porta abbiamo ridotto la percentuale di rifiuto non compostabile al 7%.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Maggio 2022


