MUGELLO – Il sindaco di Firenze, nonché presidente della Città metropolitana di Firenze, Dario Nardella ha deciso di fare un Consiglio metropolitano itinerante. Per una volta niente Palazzo Medici Riccardi, ma un vecchio treno storico. Che attraverserà il Mugello, partendo da Firenze, sostando qualche minuto a Borgo San Lorenzo, ripartendo verso Marradi, per poi tornare in città alla fine della mattinata. E lungo il tragitto i consiglieri discuteranno i vari punti all’ordine del giorno.
Prevedibili le critiche. A qualcuno potrebbe venire in mente di ricordare a Nardella che quello non è il treno a idrogeno che era stato ipotizzato dovesse correre sulla linea mugellana. E chissà che ai politici fiorentini il viaggio non possa servire per rendersi conto di quanto scarsa è la copertura internet dalle nostre parti.
Ancora, si potrebbe far notare ai promotori di questa iniziativa, che forse, anziché utilizzare un treno speciale, un treno storico, meglio sarebbe stato salire a bordo di un normale convoglio, di quelli che ogni giorno utilizzano i pendolari. Magari per rendersi conto dei ritardi, o degli affollamenti.
Qualche critica è stata messa già nero su bianco. I circoli di Rifondazione Comunista ad esempio lo hanno subito detto: “Non solo folklore, la ferrovia faentina ha bisogno di attenzione 365 giorni l’anno”. E continuano: “Come circoli mugellani del Partito della Rifondazione Comunista, senza entrare nel merito dell’opportunità di un’iniziativa di questo tipo, vorremmo cogliere l’occasione per ricordare alla maggioranza di centro-sinistra che l’ha promossa che la linea che collega il Mugello e l’Alto Mugello a Firenze e Faenza ha bisogno di attenzione anche quando a percorrerla sono i pendolari e gli studenti. Le lotte dei pendolari per un miglior servizio hanno radici profonde quanto i problemi che caratterizzano questa linea: la promessa ma mai realizzata elettrificazione (con i fondi dirottati su opere anche non collegate), le infrastrutture in progressivo disimpegno (scambi, biglietterie, servizi ai viaggiatori), la mancanza di nuovi treni il cui arrivo slitta da troppo tempo e un’implementazione delle capienze e delle corse che sarebbe, in periodo di covid, quantomai necessaria. Da tutto questo non possono tirarsi fuori per questioni di competenze i politici del PD che governano i comuni e l’Amministrazione metropolitana, non fosse altro per la continuità e per il sostegno fornito a chi governa a livello regionale”.




1 commento
Dopo Triberti e Omoboni anche il PD di Marradi fa la sua narrazione sulla incredibile quotidiana odissea sulla Faentina.
Noi che siamo opposizione nell’Unione dei Comuni del Mugello, nei Comuni ed in Regione lamentiamo da sempre nelle sedi istituzionali le responsabilità e l’indifferenza della sinistra rispetto alla pessima gestione della Faentina ed ai danni e disagi che provoca ai cittadini. Da molti anni riproponiano la stessa denuncia del 2012 e del 2013 purtroppo attualissima sono cambiati gli assessore regionali del Pd ma la musica è sempre la stessa.
Ciao Ceccobao! L’assessore regionale ai trasporti del PD rimosso dall’incarico ha detto “Torno volentieri al mio lavoro –e torno a fare politica come militante e dirigente del Partito Democratico di Siena”
Che dire? ce ne faremo una ragione visto che per la Faentina non ha levato un ragno da un buco.
Ora che ci sono le elezioni amministrative alle porte nel Comune di Marradi, bisogna fare molta attenzione a chi “è pronto” a restituirci il futuro perché Fuori dal Tunnel i suoi compagni della Faentina sono rimasti in mutande! Non vorremmo che i marradesi si ritrovassero Fuori dal Tunnel nelle condizioni del Consigliere di Borgo San Lorenzo!
Cari compagni cresciuti alla Leopolda, che avete amministrato il Comune di Marradi, con pochi fatti e qualche manifesta incapacità ed inconcludenza, vi aspettavamo per vedervi uscire dal Tunnel della Faentina che con straordinaria disinvoltura avete strumentalmente cavalcato per rifarvi della verginità perduta ma i fatti ci dicono che Per uscire dal Tunnel non basta il Big Bang, Dovevate guidarci fuori dal Tunnel ma come dicono nei documenti i vostri compagni ed amici finiti anche in mutande le problematiche sono ancora troppe e le soluzioni sono ancora da 18 anni in attesa di un epilogo degli accordi, allora destinati allo sviluppo del Mugello come compensazione per i disagi previsti per i lavori della TAV (ottimisticamente, visto che poi si sono trasformati in disastri ambientali) e quantificati in 31 mln di Euro, ora più che mai necessari in questo periodo di crisi economica e sul quale molti operatori del commercio e del turismo contano per uno sviluppo del territorio. La Faentina è ancora dentro il Tunnel per quanto riguarda la sicurezza, la manutenzione il sovraffollamento, l’assurdo allungamento dei tempi di percorrenza ad ogni nuovo orario