Abbiamo già scritto del disastro ambientale del Lago di Londa per il quale 1000 tonnellate di fanghi contaminati, fuoriusciti a seguito del suo svuotamento operato dall’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve su richiesta del Comune di Londa, hanno distrutto la fauna ittica del Racine e del Moscia e prodotto un prolungato ed esteso mutamento delle caratteristiche delle acque della Sieve stessa, tale per altro da obbligare Publiacqua ad effettuare appositi trattamenti di potabilizzazione per rendere l’acqua idonea ad essere immessa nella rete acquedottistica.
La Civica Per Londa
I consiglieri comunali Angelo Vizzaidi e Tibero Corsinovi della lista civica “Per Londa” ci inviano, con tantissime foto, il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente:
“È una vicenda tristissima per Londa, per i suoi cittadini, per le attività produttive e per il futuro del Lago il quale ricordiamo essere elemento identitario del territorio nonché fondamentale volano turistico per Londa. Appena fu aperto il bacino, il 14 giugno 2014 scorso, i danni recati ai torrenti Rincine e Moscia e al loro ecosistema furono evidenti; moria di pesci, fuoriuscita di fanghi – che tutt’oggi sono visibili lungo gli alvei – con conseguente distruzione della flora. Fin da subito si chiese, come gruppo consiliare, a tutte le istituzioni coinvolte – Regione, Governo, Provincia, Autorità di Bacino, ARPAT, Unione dei Comuni – di adoperarsi per effettuare una ripulitura totale e definitiva del Lago in maniera che il danno arrecato ai torrenti fosse motivato da una giusta causa. Ad oggi invece dopo l’apertura della diga i lavori di ripulitura del bacino non sono mai iniziati ricevendo in compenso un provvedimento di sequestro dell’area da Parte della Procura di Firenze. I motivi che hanno fatto scattare i sigilli e il rinvio a giudizio del primo cittadino sono allarmanti; le autorità giudiziarie stanno indagando per illecito smaltimento di rifiuti speciali, danneggiamento di bellezze naturali, adulterazione di acque destinate a essere attinte per uso potabile. La Procura compia in tempi celeri le sue operazioni per restituire al più presto il Lago a cittadini e turisti nonché per accertare eventuali responsabilità. Se realmente l’apertura del Lago è avvenuta senza le previste autorizzazioni e con modalità che hanno recato danni all’ambiente, violando la Legge, si tratta di un fatto gravissimo e se qualcuno oggi sa già di esserne il responsabile è bene che provveda a trarne immediatamente le dovute conseguenze politiche.
Noi per il momento poniamo solo due questioni politiche senza entrare nel merito delle responsabilità in quanto ciò è competenza del solo tribunale: la prima questione che poniamo è un appello a tutti i soggetti coinvolti affinché Londa possa riavere il suo Lago, pulito dai detriti e funzionante, il prima possibile. La seconda questione vogliamo sapere dal Sindaco e dalla Giunta se il 14 giugno scorso erano presenti le autorizzazioni per svuotare il bacino e se sono state rispettate tutte le prescrizioni che detta la Regione in caso di apertura degli invasi artificiali.
Londa in questi giorni sta ricevendo un danno di immagine, economico e morale elevatissimo. Non può restare tutto così cristallizzato in attesa dei soliti lunghi tempi burocratici e il nostro impegno è quello di mantenere alta l’attenzione affinché il Lago torni celermente ad essere l’elemento caratterizzante del paese”.
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Percorso Comune
Ecco il commento del consigliere comunale Tommaso Cuoretti di Percorso Comune, ex M5S, che comprende anche gli interventi dei deputati Massimo Artini (Gruppo Misto ex M5S) e Samuele Segoni (M5S):
“‘Profonda preoccupazione. E’ necessario fare massima chiarezza: il sindaco riferisca subito di fronte ai cittadini’. Il consigliere comunale di Percorso Comune, Tommaso Cuoretti interviene insieme ai deputati Massimo Artini (Gruppo Misto) e Samuele Segoni (Movimento 5 Stelle), membro della commissione Ambiente, sull’inchiesta che riguarda lo svuotamento del lago di Londa.
‘In Valdisieve così come in Mugello stiamo assistendo ad una vera escalation di disastri ambientali e sanitari. Abbiamo seguito questa vicenda fin dall’inizio insieme a cittadini e consiglieri locali, ed abbiamo effettuato anche un sopralluogo per toccare con mano la portata del disastro subito da Londa’ dichiara il deputato Samuele Segoni del M5S che assicura ‘fiato sul collo’.
Rincara la dose Massimo Artini: ‘Dai danni della Tav, fino all’inceneritore di Selvapiana, dalla discarica di Paterno al lago di Londa emerge un quadro inquietante: quello che prima era uno dei territori simbolo della Toscana Felix fa adesso i conti con danni ambientali ingenti’.
I due deputati rilanciano: ‘Lasciamo che il percorso giudiziario faccia la sua strada, ma pretendiamo che le responsabilità politiche emergano in questo autentico dramma per tutti gli abitanti di Londa. Noi faremo la nostra parte e già nelle prossime ore porteremo la vicenda all’attenzione del Parlamento e del Governo affinché intervenga direttamente il Ministero dell’Ambiente’.
‘Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno il dovere di chiarire a fondo quanto successo nella gestione dei lavori di svuotamento del lago, mettendo subito in chiaro i rischi potenziali per l’ambiente e la salute dei cittadini. Allo stesso tempo il nostro interesse e l’interesse dei cittadini è che venga trovata al più presto una soluzione per riportare in condizioni di sicurezza e a nuova vita il lago ed i torrenti interessati, patrimonio dell’intera comunità. Per questo – conclude il consigliere Cuoretti, assicurando il suo quotidiano impegno per fare luce sulla vicenda – chiediamo la convocazione in tempi celeri di un consiglio comunale aperto.Non ci accontentiamo più delle frasi di circostanza’”.
Fabrizio Nazio
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2015







