MUGELLO – Stavolta il Filo di Perle curato da Giampiero Giampieri affronta il tema “Messa”. Con una riflessione semplice e profonda al tempo stesso. Che mette in guardia da un approccio superficiale.
Il problema di fondo, tornando alla Messa, rimane quello di garantirne insieme la spiritualità e l’esperienza del divino (come da sempre in antico) oltre la partecipazione comunitaria introdotta da una sensibilità teologica e pastorale più recente. Non è il cambio di rito a minarne la genuinità e l’efficacia della celebrazione eucaristica, ma la superficialità. Le scritture sono di per sé scritti difficili. Noi le affidiamo spesso a persone impreparate, non all’altezza del testo, a volte troppo giovani, che non comprendono ciò che leggono, quindi non lo credono, di conseguenza non possono proclamarlo con convinzione. Troppa approssimazione anche per il canto, l’omiletica, l’acustica. E poi la Messa domenicale ormai in molti contesti è l’unico momento di incontro comunitario, costretta ad ospitare di tutto oltre al suo specifico: giornate di sensibilizzazione, eventi, anniversari, raccolte fondi, avvisi … Si vuole rendere l’Eucarestia dinamica perché sia coinvolgente. Ma la preghiera per sua natura non teme la ripetizione e il silenzio. Bisogna saper pregare e insegnare a farlo. Le impostazioni rituali hanno tutte lo stesso scopo: favorire la lode, il ringraziamento e la supplica, l’immedesimazione con Dio. Ci vuole disponibilità di mente e di cuore, cura meticolosa delle parole, dei gesti, dei tempi e dei simboli. Altrimenti si parla, ma non si prega. Si fa, ma non si celebra. Poco importa la novità o l’antichità del rito.
Da Giorgio Licini, “Messa antica o moderna ciò che conta è la preghiera”, Avvenire, 15 settembre 2026
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 settembre 2026



