BORGO SAN LORENZO – Matteo Lucii, borghigiano, è una persona molto conosciuta in paese, per i suoi numerosi interessi. Sportivo, grafico di professione per molti anni, grazie a una grande passione per la scrittura ha realizzato il libro “Don’t Panic. Run” (articolo qui). In questa intervista si racconta e parla del valore che, per lui, ha avuto la corsa:
Matteo Lucii è più bravo come runner, con la scrittura oppure nella grafica?
“Nella corsa almeno c’è un cronometro; per scrittura e grafica lascio giudicare chi legge! Sono tre passioni che in questo libro si sono incontrate. Ho lavorato alla scrittura e all’impaginazione insieme: mentre prendevano forma le parole, prendevano forma anche le pagine. Mi interessava che il progetto grafico accompagnasse il racconto e facesse parte dell’esperienza di lettura”.
Come ti è venuta l’idea di questo libro?
“Dall’incontro fra quello che ho vissuto e quello che ho imparato lavorando con le persone. Da una parte c’è il percorso attraverso gli attacchi di panico, la depressione e la corsa, fino alla Maratona di New York. Dall’altra l’esperienza maturata nel mio lavoro di preparatore atletico e running coach. Ho voluto dare spazio a entrambe: per questo il libro ha due copertine. Da un lato si entra nella storia; capovolgendolo si trovano 85 consigli per costruire il proprio percorso nella corsa, cominciando dalla camminata fino, volendo, alla maratona”.
A chi si rivolge?
“A chi corre, a chi vorrebbe cominciare e anche a chi non ha alcuna intenzione di preparare una maratona. La parte narrativa parla di paura, difficoltà, incontri e possibilità di ricominciare: esperienze nelle quali ci si può riconoscere anche senza indossare le scarpe da corsa. La parte pratica offre invece strumenti a chi vuole avvicinarsi alla corsa o viverla con maggiore consapevolezza”.
Ogni libro ha un messaggio. O anche più di uno. Quali sono, in questo caso?
“La frase che accompagna il progetto è: “Il primo passo non risolve tutto. Ma cambia tutto”. Dentro ci sono il valore dei piccoli gesti, il tempo necessario per cambiare e la possibilità di chiedere aiuto. Vorrei che passasse anche questo: possiamo concederci di essere fragili e procedere comunque, con esitazioni e ripartenze. Il proprio passo si trova imparando ad ascoltarsi”.
Per certi versi ti sei messo a nudo, raccontando anche le pieghe nascoste. Perché lo hai fatto? Non hai avuto qualche remora?
“Mettersi a nudo è stata una delle parti più impegnative. Quando racconti certi momenti sai che quelle pagine saranno lette anche da persone che ti conoscono sotto un’altra veste. Ho scelto di farlo perché le difficoltà appartengono alla storia quanto il traguardo di New York. Mi auguro che qualcuno possa riconoscersi in quelle pagine e sentirsi meno solo, magari trovando le parole per parlare di ciò che sta vivendo”.
Correre è una medicina dell’anima? E se uno correre non può?
“Per me la corsa è stata un aiuto importante per ritrovare fiducia nel corpo e nella possibilità di agire. Userei però con cautela la parola “medicina”: nel libro racconto un’esperienza personale, con le sue difficoltà e i suoi limiti. Non vorrei trasmettere l’idea che basti correre per risolvere il panico o la depressione.
Chi non può correre può trovare altre strade, compatibili con la propria condizione: una passione, una relazione, un’attività che abbia significato. Anche chiedere aiuto può essere un primo passo. Il messaggio del libro deve poter arrivare anche a chi non correrà mai un chilometro”.
Hai il tuo libro in mano, fresco di stampa. Soddisfatto? C’è qualche capitolo che vorresti aggiungere?
“Sì, tenerlo in mano dà una sensazione diversa dal rileggerlo sullo schermo: un lavoro molto personale diventa qualcosa che puoi consegnare a un’altra persona. Adesso sono soprattutto curioso di ascoltare chi lo leggerà. Un capitolo da aggiungere? Mi piacerebbe che arrivasse proprio da quegli incontri. Attorno a DON’T PANIC, RUN. sta nascendo una community: c’è spazio perché alla mia storia se ne affianchino altre”.
Quando e dove incontrerai i lettori?
“Sabato 26 settembre, dalle 18 alle 19, ai Giardini di Borgo San Lorenzo, alla vigilia della Maratona del Mugello. Con me ci sarà Enrico Paoli, presidente dei Social Runner, per parlare del libro e del percorso che lo ha fatto nascere. In caso di maltempo saremo nella Sala del Consiglio Comunale. Sarà un’occasione per incontrarsi e fare domande, aperta anche a chi non corre”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Settembre 2026










