
SCARPERIA E SAN PIERO – “Ma che stanno dicendo? Su questi temi non si può strumentalizzare e dire falsità”, non ci sta Federico Ignesti, presidente dell’Unione dei comuni, a far dipingere le amministrazioni comunali mugellane come “cattive” e insensibili, di fronte al problema delle persone senza fissa dimora. Stefano Piovanelli, assistente sociale, aveva puntato il dito contro la decisione, da parte della maggioranza, di respingere un documento di Rifondazione Comunista – presentato in assemblea dell’Unione montana dei Comuni del Mugello – dove si chiedeva in cui si chiedeva di evitare di cancellare le persone dall’anagrafe, e di riscriverle se avevano perso la residenza (articolo qui).

“La verità è un’altra. Abbiamo respinto il documento perché nei nostri comuni le residenze ai senza fissa dimora già le diamo. Non c’è alcuna insensibilità al riguardo. La residenza la diamo, per assicurare cure e servizi socio-sanitaria, e anche per garantire a tutti il diritto di voto. In questo momento, nel mio comune, a Scarperia e San Piero, abbiamo sei persone in questa situazione. Ed è una prassi consolidata. Prima davamo la residenza in ‘via Sotto le Stelle’, ora la denominazione è cambiata in “via del Comune Unico”. E viene indicato un domicilio dove far recapitare la posta per la persona senza fissa dimora; nel nostro caso al Villaggio San Francesco e da alcuni privati. Per quel che mi risulta anche negli altri comuni vicini si adotta lo stesso comportamento”.
Ignesti è arrabbiato: “Mi sembra una polemica davvero strumentale, e dovremmo abbozzarla di dare visioni distorte e farci passare per amministratori senza sensibilità. Queste cose invece ci stanno a cuore. Peraltro nel dibattito tutto questo era stato detto chiaramente dai sindaci presenti. Forse non si vogliono capire le risposte, per strumentalizzare tutto e fare propaganda”.
La mozione chiedeva anche di sospendere l’esecutività degli sfratti per morosità. “Al di là del fatto che questo è un tema diverso, e si farebbe meglio a presentare mozioni più omogenee, dico che sugli sfratti non abbiamo come sindaci particolari poteri di fronte agli sfratti esecutivi. In generale facciamo di tutto per allungare il periodo, e del resto non è il sindaco che decide di mandar via, entrano in gioco il tribunale e l’ufficiale giudiziario. Al comune viene comunicato l’avviso di sfatto, si cerca con le assistenti sociali di capire le situazioni, e se possibile di ottenere rinvii. Anche se certo vanno tutelati i diritti di chi ha dato in affitto l’abitazione e vede non rispettati gli accordi presi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 dicembre 2016


