
MUGELLO – L’abbandono scolastico è il virus di una peste strisciante che ammorba le società dove si è perso di vista il valore non solo culturale ma anche sociale della Scuola.
Nel mondo moderno la Scuola rappresenta il Futuro e quindi in prospettiva anche il valore economico di una società. L’abbandono scolastico indica una società che si auto-condanna al fallimento e alla povertà.
Chi pagherà le pensioni o la Sanità del futuro se la scolarizzazione dei ragazzi va in caduta libera e se, anche grazie a sistemi scolastici che funzionano, altri paesi riescono ad attrarre produzioni ad alto valore aggiunto? Un esempio lampante: la Corea del Sud. Uno Stato uscito da una guerra e da una carestia pochi decenni fa è adesso leader mondiale in molti settori industriali (Tv Lcd, smartphones, elettrodomestici, automobili, cantieristica navale) grazie a un sistema scolastico iper-selettivo e performante. Guardatevi in tasca. Il vostro smartphone è probabilmente un Samsung. Il vostro portachiavi è probabilmente di una Kia o una Hyundai e non più di una Fiat.
Compriamo una Hyundai e pagheremo pensioni e Sanità di un operaio e di un impiegato di quella azienda in quel paese. Non sto facendo un discorso protezionistico o autarchico. Sto parlando dell’effetto di una scelta di acquisto di un libero cliente italiano in un libero mercato, in cui il più bravo vince e il più pigro si impoverisce. L’Italia è tra le grandi nazioni europee quella con maggior tasso di dispersione scolastica (14%). Il Mugello, peggio che mai, ha una dispersione scolastica drammatica al 35%.
Quanto è grave la situazione in prospettiva in Mugello? Un esempio, dati alla mano. Nel Mugello ci sono circa 2000 posti di lavoro in aziende metalmeccaniche. La metalmeccanica di precisione nel Mugello rappresenta uno dei settori trainanti della economia mugellana per numero di occupati, per qualità, prospettive di occupazione, anche considerando che molte imprese riescono ad esportare. 2000 posti di lavoro. 2000 famiglie.
Tuttavia, in Quinta, Meccanici al Chino Chini si contano 8 studenti. Otto. 8 Studenti “sopravvissuti” fino in Quinta, che dovrebbero rappresentare il futuro “vivaio” per le aziende metalmeccaniche del Mugello. Ma sono solo 8. E sono pochi.
E per la scarsa “permeabilità” tra Firenze ed il Mugello, anche a causa delle scarse infrastrutture ferroviarie e stradali, potrebbero non esserci abbastanza “diplomati” fiorentini che avranno voglia di venire a lavorare nel Mugello.
Molte aziende non troveranno personale sufficiente per continuare la loro attività.
Al Giotto Ulivi, abbiamo “prodotto” per anni centinaia di geometri, ma una crescita della tassazione sulla casa, assieme ad altri fattori, ha quasi ucciso il settore della Edilizia in pochi anni.
Al Chino Chini abbiamo smesso di “produrre” bravi periti meccanici o elettrici. I ragazzi si stanno “adagiando” verso una più “facile” e “televisivamente attraente” carriera da Masterchef, che in realtà offre notorietà e un buon stipendio solo ai campioni, come nel calcio.
E’ questo il modello di sviluppo per il Mugello ? Credo che si debba partire dalla realtà, è quindi anche dalla grande distanza tra la Scuola e il mondo del Lavoro, per fare una profonda riflessione e dare una risposta che immagini il Mugello tra 10 anni.
“Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali”. Questo disse don Milani. Questo, purtroppo, rischiamo di fare con il nostro sistema scolastico, se qualcosa non cambierà presto.
La decrescita, se niente cambierà, è già tra i nostri banchi di scuola
E temo non sarà felice.
Fabio Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 dicembre 2017


2 commenti
“… grazie a un sistema scolastico iper-selettivo e performante.”
Parole sconosiute tra gli studenti, gli insegnanti e la Dirigenza del Chino Chini (visto che prevalentemente del Chini si parla).
Primo, unico, fondamentale obiettivo di quella, come di tante altre scuole (se non proprio tutte), è il non veder mai regredire il numero delle iscrizioni agli anni successivi.
E allora, come i bottegai e i pizzicagnoli (famoso uno borghigiano che, dopo le feste, faceva il “prendi due, paghi uno”), i D.S. fanno a gara ad abbassare il livello di difficoltà della loro scuola, proponendo, forzando, pretendendo promozioni facili per gli studenti, così da creare un clima di “concorrenza sleale” con gli altri istituti scolastici.
Ma non solo: anche all’interno della stessa scuola, tra i vari indirizzi, si è sviluppata questa logica comportamentale e, nell’articolo, pur tra le righe, se ne percepiscono gli effetti.
La filosofia di trasformare, in sede di Scrutinio finale, i 4 in 6, anche nella materie di indirizzo, per alzata di mano su richiesta del Preside e con l’attiva partecipazione di insegnanti di Religione, Educazione Fisica, di sostegno (che, chiamati per sostenere solo uno od alcuni alunni, hanno però pieno diritto di voto anche su tutti gli altri), ha prodotto un inevitabile, inarrestabile, incontrollabile abbassamento di tutte le soglie cognitive ed intellettive, richieste dall’odierno mercato del lavoro.
Termino, per sdrammatizzare, con una vecchia battuta:
-“Come me la vedo brutta”, disse la Marchesa, camminando sugli specchi.-
Sarei curioso di sapere se chi parla cosi compra prodotti italiani oppure stiamo pagando la pensione ad un operaio di un altro paese..magari tedesco.