
FIRENZUOLA – È partito alle 4.00 del mattino da Firenzuola, nelle scorse settimane, un pullman diretto in Polonia. I protagonisti di questa avventura sono stati 25 ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e 30 adulti. Tutto è iniziato grazie a un gruppo di ragazzi che ha deciso di continuare a incontrarsi con il proprio catechista dopo la Cresima. Durante l’inverno hanno organizzato incontri legati alla figura di San Massimiliano Kolbe e hanno trascorso insieme momenti ricreativi, imparando anche a cucinare.
Incuriositi da questa figura, hanno deciso di intraprendere questo viaggio, passando da Auschwitz per arrivare a Cracovia. Ad Auschwitz, in una giornata di pioggia freddissima, si sono imbattuti in una realtà sconcertante e incredibile. Vedere, conoscere e toccare con mano una macchina della morte così organizzata ha colpito tutti. Studiare la storia dei campi di concentramento provoca emozioni forti, ma mai quanto trovarsi nei luoghi in cui sono avvenute tali atrocità.

Nei giorni successivi i partecipanti hanno visitato tanti piccoli angoli meravigliosi di Cracovia, passando per il mercato dei tessuti, la basilica di Santa Maria e la vecchia sinagoga, fino ad arrivare alle miniere di sale.
“Abbiamo avuto la possibilità – spiega Mirko, uno dei partecipanti – di visitare la Chiesa di Suor Faustina Kowalska e la cattedrale dedicata a San Giovanni Paolo II, dove abbiamo potuto ammirare la veste che indossava al momento dell’attentato e innumerevoli mosaici. La nostra avventura si è conclusa con del tempo libero per gli adulti e con un pomeriggio dedicato al divertimento per i ragazzi”.
Il gruppo è poi ripartito da Oswiecim per fare rientro in Mugello. Ciascuno dei partecipanti era un po’ cambiato: con gli occhi pieni di luoghi e persone incontrati, con il cuore ricco di ricordi e di esperienze. Di seguito le testimonianze di due ragazzi che hanno partecipato a questo viaggio.
Benedetta, 13 anni:
“Aver avuto la possibilità di fare un viaggio attraverso la storia non è una cosa da poco. Alcuni viaggi si fanno per il futuro, altri per ricordare il passato, ed è questo che abbiamo fatto noi ragazzi di Firenzuola, solo grazie a Mirko e Monica. Siamo tornati da questo viaggio con un promemoria su cosa il mondo può diventare. Camminare tra quei binari, vedere le baracche e stare in luoghi dove si è vissuto uno dei momenti più terribili della storia non è stato affatto facile. Non è stato facile affrontare la pura e silenziosa verità che c’è oltre quel filo spinato e la domanda che ci ponevamo tutti era: ‘Com’è possibile che l’umanità possa aver fatto questo?’. E nessuno sapeva dare una risposta. Ma una cosa è certa: questo viaggio non ci è servito solo per ricordare il passato, ma anche come stimolo per il futuro. E ci ha anche ricordato che il futuro siamo noi, quindi, per non far accadere mai più una cosa del genere, scegliamo sempre il rispetto”.
Francesco, 11 anni:
“Vedere dal vivo il campo di concentramento è tutta un’altra cosa rispetto a ciò che si legge nei libri o si vede nei film: si percepisce che tutto ciò di cui si parla è veramente successo. La cosa che più mi ha colpito sono state le valigie, perché per me sono il simbolo delle bugie che venivano dette ai deportati. Veniva promesso loro un viaggio per lavorare e migliorare la propria vita, ma poi questo non si verificava. Purtroppo impararono molto presto che tutto ciò che veniva promesso erano solo bugie e che tutto era falso. Ero già stato ad Auschwitz, ma vederlo con i miei amici è stato tutta un’altra cosa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Ottobre 2026




