SCARPERIA E SAN PIERO – Domenica 10 novembre, nella sua casa di San Piero a Sieve, avvolta dall’amore dei suoi familiari, ha lasciato la vita terrena Giovanna Livi vedova Giovannetti. Aveva 99 anni, ed era molto conosciuta per la sua indole affabile e per i suoi talenti, primo fra tutti quello del ricamo a punto antico. Un saluto dal cuore:
Te ne sei andata in punta di piedi, così come hai sempre vissuto, senza clamore. Non ne avevi bisogno, eri guidata dalla fede e dall’amore, con i quali hai superato ogni ostacolo si sia presentato sul tuo cammino. Nessun tentennamento, mai. Ricordo quando Don Daniele, il 28 giugno scorso, al compimento dei tuoi 99, durante l’omelia della S. Messa celebrata in casa (regalo più gradito non potevi desiderarlo), accennando alla normale possibilità di perdersi d’animo nella vita, tu facesti di no col ditino, un no convinto. Lo sapeva Don Daniele che non avevi mai perso la fiducia nel Signore, ma lui parlava in generale…
Sommessamente hai costruito tanto: una famiglia felice con tre figli; un lavoro, il ricamo a punto antico, che era anche un’autentica passione, con la quale hai scandito la tua vita. Avevi l’ago e il filo in mano fino a qualche settimana fa, e quello era per tutti un segnale che non c’era da preoccuparsi.
Attaccata alla vita, certo, ma nella misura in cui sapevi sarebbe stato doloroso lasciare gli affetti più cari: i figli, i nipoti, i pronipoti, i fratelli, i generi e la nuora – figli a loro volta. Ma pur sempre con la certezza di una speranza futura, quella di ritrovarsi tutti nelle braccia del Signore.
Tante le preghiere e i rosari recitati, almeno quanti sono stati i lavori tessuti con le tue mani. Se qualche parente – o anche un’amica, come me – aveva un obiettivo da raggiungere, tu lo aiutavi pregando, come del resto facevi quotidianamente, oltre ogni ricorrenza religiosa. Quanti pomeriggi in tua compagnia hanno accompagnato il ricordo di persone care, quante preghiere recitate insieme. Perché erano potenti le tue preghiere, arrivavano dritte al Padreterno senza deviazioni, con l’intenzione di un animo semplice.
La tua generosità andava oltre ogni interesse; la riconoscenza per una semplice attenzione durava tutta la vita.
Oltre ad essere raffinata maestra di ricamo, e in quanto tale fondatrice del club ‘Mani di donna’, avevi altri talenti, come l’innata capacità di ascoltare gli altri. Lo facevi nella massima riservatezza, custode fidata di ogni dialogo. Ti ha sempre caratterizzata anche una memoria di ferro, che hai mantenuto vivida, e molti sono stati gli aneddoti della San Piero che fu che ci hai fornito per le nostre ricerche storiche.
Tutte le persone avevano per te lo stesso valore, e ognuno si sentiva riconosciuto agli occhi tuoi, una qualità sempre più rara… Oggi si seleziona, si sceglie, si… scarta – come dice Papa Francesco.
Segnavi fin da giovanissima il fuoco di Sant’Antonio, una pratica antica delle nostre campagne, della quale oggi non si può neanche parlare, ma grazie alla quale molti medici ti inviavano chi ne portava i primi segni, oppure i casi disperati. E tu li hai guariti tutti, nessuno escluso. Quando ti chiedevo quante fossero state le persone che hai aiutato a guarire rispondevi: “tante”. E quando insistevo perché tu indicassi un numero, anche sommario, ripetevi comunque lo stesso aggettivo generico.
Che altro dire, che ci mancherai, mancheranno i tuoi modi umili, la tua attenzione verso i più fragili, qualità che hanno arricchito la nostra comunità. Ma siamo anche consapevoli che tanto è quello che ci resta, e per questo ti diciamo Grazie con tutto il cuore. Adesso riposa in pace, carissima Giovanna.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 novembre 2024





