
BORGO SAN LORENZO – Sabato, 18 Gennaio, Mauro Ripi, 56enne originario di Polcanto ma abitante in Norvegia da circa 35 anni, ha perso la vita in un tragico incidente mentre stava praticando parapendio nella Valle de Bravo, in Messico. La notizia arriva dalla sorella Barbara, che adesso abita a Scarperia, dove abita anche l’anziana madre. “Siamo quattro fratelli – spiega – Barbara, Marco, Mauro e Stefano. Siamo cresciuti a Polcanto, dove ancora oggi Mauro aveva tanti amici nonostante sia partito all’età di 24 anni”.
Mauro, racconta ancora la sorella, aveva questa grande passione per il parapendio, che praticava ogni volta che poteva. Le indagini su quanto accaduto sono in corso, ma secondo quanto si apprende sarebbe stata una folata di vento improvvisa a farlo sbattere contro le rocce, senza dargli il tempo di aprire il paracadute. Adesso la salma si trova in Messico, e solo al termine di tutti gli accertamenti disposti dalle autorità locali potrà fare rientro in Norvegia, dove l’aspettano la moglie Ann Cathrin e la figlia Tatjana. I funerali, al rientro della salma, saranno celebrati ad Olso.
Mauro era impiegato presso l’azienda Amatec a Oslo, dove si occupava di assistenza alle macchine da cucire industriali, utilizzate anche dal reparto costumi del Teatro dell’Opera di Oslo. I colleghi lo ricordano come impegnato e coscienzioso, e come una persona meravigliosa con una competenza speciale.
La natura ed il volo in parapendio erano però le sue passioni, insieme ad un forte legame con la sua famiglia. Si era sposato per la seconda volta il 14 settembre con la sua compagna, e aveva voluto festeggiare il suo matrimonio nella nostra amata Toscana. Il fratello Marco lo ricorda con queste parole:
Il nostro fratello coraggioso:
che si è fatto una famiglia da giovanissimo
che con coraggio è andato a vivere in un’altra nazione per una vita migliore
che ha avuto il coraggio di rifarsi una famiglia quando le cose andavano per il verso sbagliato
che ha avuto il coraggio di fare uno sport estremo con la leggerezza e l’entusiasmo di chi và ad un parco giochi
Hai voluto vedere il mondo da ogni prospettiva
Hai vissuto a 300 all’ora come fanno gli eroi
Vorrei che gli amici ti ricordassero così
Io penso alla dinamica dell’incidente, cerco dettagli sull’accaduto, forse per distrarmi dell’emozioni o forse per prendermi una parte di quel dolore che hai provato, e lo vorrei tanto.
Adesso non rimane che aspettare.
Non posso fare altro in questo silenzio assordante. Posso guardare il cielo sopra le nuvole e aspettare

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Gennaio 2025





