BORGO SAN LORENZO – Nei giorni scorsi avevamo condiviso la lettera di una madre di un ragazzo disabile che frequenta le scuole superiori di Borgo San Lorenzo, che commenta amareggiata la situazione che suo figlio si troverà a vivere alla ripartenza dell’anno scolastico, con l’insegnante di sostegno che l’aveva seguito negli ultimi tre anni traferito in un’altra scuola (articolo qui).
Una situazione che ha visto intervenire anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani: “Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per la vicenda di Barberino di Mugello, dove uno studente con sindrome di Down è stato privato del proprio docente di sostegno a seguito di decisioni algoritmiche. Tale episodio non può essere analizzato solo sotto il profilo amministrativo: esso comporta un impatto psicologico significativo sul minore, che vede improvvisamente compromessa la continuità affettiva e relazionale con una figura di riferimento consolidata.
La perdita del docente di sostegno può generare ansia, insicurezza e difficoltà nell’adattamento al contesto scolastico, minando la fiducia nelle relazioni educative e nei percorsi di apprendimento. L’insegnante di sostegno non rappresenta solo un operatore didattico, ma un vero e proprio punto di equilibrio emotivo, essenziale per lo sviluppo cognitivo e sociale dello studente. La sua presenza garantisce la realizzazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI, L. 104/1992, art. 13) e contribuisce a promuovere un ambiente inclusivo e partecipativo, dove la scuola agisce come comunità di crescita e protezione.
L’utilizzo di algoritmi per determinare trasferimenti e assegnazioni, se non affiancato da un attento intervento umano, rischia di compromettere questi principi, traducendo la complessità delle relazioni educative in dati numerici freddi. Tale approccio può incidere negativamente sul benessere emotivo e sulla motivazione scolastica degli studenti con disabilità, ponendo interrogativi profondi sul ruolo della tecnologia all’interno della scuola. È necessario che ogni decisione algoritmica sia integrata da valutazioni discrezionali dei dirigenti scolastici e dei docenti, al fine di preservare continuità educativa, coerenza del PEI e il diritto alla relazione educativa, tutelato dall’art. 34 della Costituzione e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (art. 24).
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le scuole a sviluppare protocolli chiari e flessibili che consentano di coniugare strumenti digitali con la responsabilità educativa. Solo così l’innovazione tecnologica può diventare un supporto reale alla persona, evitando di trasformarsi in un ostacolo per l’inclusione. La scuola ha il ruolo insostituibile di garantire non solo l’apprendimento cognitivo, ma anche il benessere psico-emotivo, la sicurezza relazionale e lo sviluppo della resilienza. La continuità delle relazioni tra studente e docente è un elemento protettivo che favorisce autonomia, autostima e capacità di adattamento, soprattutto nei contesti di maggiore vulnerabilità.
Si richiede inoltre la formazione specifica di docenti e dirigenti sull’uso consapevole degli algoritmi, affinché possano coniugare equità, trasparenza e cura educativa, rispettando i diritti costituzionali e le disposizioni della Legge 104/1992. Il CNDDU ribadisce con fermezza che ogni innovazione deve essere funzionale alla persona: l’automatismo non può sostituire il giudizio professionale né l’attenzione alla dimensione emotiva degli studenti.
Ogni decisione della scuola deve tenere conto della complessità umana, bilanciando esigenze organizzative e necessità affettive. Solo così l’istituzione scolastica può adempiere pienamente alla propria funzione sociale, educativa e inclusiva, evitando che la tecnologia diventi barriera anziché supporto. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani conferma il proprio impegno a vigilare su queste dinamiche, promuovendo strumenti, protocolli e sensibilizzazione affinché i diritti dello studente siano sempre al centro delle scelte educative”.
Anche il preside del Giotto Ulivi, Marco Menicatti, è intervenuto sulle pagine del quotidiano La Nazione non nascondendo la sua amarezza: “Siamo vicini alla famiglia e al docente. Purtroppo la freddezza dell’algoritmo è incorreggibile. La procedura informatizzata è utile, ma non è perfetta. In questo caso ha prevalso l’automatismo del sistema, a discapito del diritto del ragazzo alla continuità. Noi abbiamo seguito ogni passaggio previsto; abbiamo fatto tutto secondo le regole. Mi dispiace sinceramente per Luca e per Carmelo. L’algoritmo per moltissimi ha funzionato. Ma non per tutti, purtroppo. Insomma, il sistema va un po’ migliorato”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 settembre 2025




