Le strane uscite della Città Metropolitana di Firenze in materia di biomasse. In certe zone ne denuncia l’uso, in altre ne autorizza la costruzione degli impianti. Una Babele amministrativa e, ancor prima, politica. Dalla pubblicazione di un resoconto ufficiale, delle stesse istituzioni civiche, nasce lo spunto per un commento.
Qualche giorno fa, il consigliere metropolitano delegato alla Pianificazione Territoriale Andrea Ceccarelli (PD) ha illustrato alla Conferenza Metropolitana, riunita in Palazzo Medici Riccardi, gli esiti di quanto concordato proprio con i Sindaci del territorio nel febbraio scorso. Non è stato possibile sapere se fossero presenti anche i primi cittadini dei comuni mugellani. Tuttavia quel consigliere, con tanto di dati scientifici, ha proferite queste parole: “Nel solo agglomerato urbano di Firenze (comprensivo del capoluogo e degli otto comuni più vicini) si è potuto registrare che le polveri sono determinate soprattutto dalla combustione di biomasse, dal riscaldamento domestico (ivi compresi gli impianti a pellet) e anche il traffico è una causa non trascurabile (7 per cento).” (fonte MET, News dalle Pubbliche Amministrazioni della Città Metropolitana di Firenze, 20 aprile 2014).
Strano. Sicché succede che la stessa Città Metropolitana, e per essa l’allora provincia di Firenze, in certe zone combatte la cattiva qualità dell’aria determinata dall’incenerire biomasse, in altre, invece, ne sostiene, autorizzandolo, un impianto che rilascia lo stesso tipo di polveri di quelle che vorrebbe fossero messe al bando. Inspiegabile, qualcosa non torna.
Buttiamola così, fra il serio e il faceto, in un sano campanilismo. Anche perché, evidentemente, non possono esistere altre o diverse motivazioni. Ci sono gli urbani, cittadini molto sensibili, delicati, dalle narici sopraffine, dotati di un fragile sistema pneumonico, “i pormoni” in vernacolo stretto, che meritano una qualità dell’aria più consona al loro stile di vita. Poi ci sono gli altri, i villici, quelli che vengono presi in considerazione solo e soltanto in occasione delle tornate elettorali. Insomma gente di campagna, grezza, in un territorio che può, di volta in volta, essere saccheggiato e riempito di porcherie.
Già, innegabile, una diversità di trattamento verso le persone che continua ad essere perpetrato. Perché nella piana metropolitana si combatte un certo tipo di emissioni nell’aria, quelle “soprattutto dalla combustione delle biomasse”, e in altre zone se ne ignora il problema? Non è azzardato pensarlo e dirlo : noi, forse non tutti, di certo figli di una politica minore.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 aprile 2016

