MUGELLO – A questo giro, ed è piuttosto paradossale, le elezioni comunali mugellane registreranno un fatto nuovo: la scomparsa delle liste civiche vere.
Probabilmente non saranno pochi i simboli nuovi in lizza, ma l’esperienza delle civiche sembra attraversare un momento di difficoltà.
Prendiamo il caso di Borgo San Lorenzo: cinque anni fa ce n’erano addirittura due, autonome, con un proprio candidato. Adesso invece quella di Frandi e Marrani, “Dal cuore di Borgo” si appresta a sostenere la riconferma del sindaco Omoboni, pur con una lista distinta dal Pd. “Cambiamo insieme” di Luca Margheri in pratica non esiste più: il suo capogruppo, senza peraltro riunire e consultare la lista e i vecchi candidati di “Cambiamo insieme” (alcuni dei quali non l’hanno presa affatto bene) si è buttato a destra stringendo l’altro ieri, dopo un’improbabile smentita pochi giorni fa, un accordo con Lega e Fratelli d’Italia che a corto di candidati propri ben volentieri lo indicano come loro portabandiera (nella coalizione vi sarebbe anche il Popolo della Famiglia, che a Borgo però è soltanto un’etichetta e un paio di sostenitori, e che alle ultime elezioni raccolse lo zero virgola, 72 voti, meno di Casa Pound).
Anche a Barberino al momento non si sa se la lista civica troverà le forze per continuare l’esperienza, e riproporsi alle prossime elezioni.
È paradossale, perché mai come oggi i partiti sono in difficoltà, e ci sarebbe bisogno, per amministrare meglio i nostri paesi, di mettere insieme le migliori risorse, persone competenti e responsabili, senza bisogno di chiudersi e dividersi nei recinti della politica partitica.
Ancora ci sono gli spazi, comunque, se non per la nascita di liste civiche autonome, per la formazione di raggruppamenti trasversali, magari collegati a candidati e liste più politiche, in grado di dare voce e spazio alle migliori risorse della società civile. Entro un mese ne sapremo più.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 marzo 2019




