VAGLIA – A sei mesi dalle elezioni, per gli ex sindaci l’attività amministrativa è ormai solo un ricordo, e i “primi cittadini” che hanno guidato i Comuni mugellani, chi per cinque, chi per dieci anni, sono tornati ai propri lavori ed alle proprie occupazioni (articolo qui). Tra loro Filippo Carlà Campa, ex sindaco di Vicchio, risponde a questa breve intervista.
Come hai vissuto questo passaggio? Cessare dopo cinque anni la propria attività pubblica.
“E’ stato un passaggio che ho definito violento. Non tanto per il risultato in sé, ma per la modalità con cui è stato orchestrato. Dopo anni di lavoro e successi riconosciuti, mai avrei pensato di essere liquidato in questo modo dal mio ex partito, che fino a pochi mesi prima lodava apertamente il nostro operato.
La vera sorpresa? L’attuale sindaco. Capogruppo in consiglio, segretario del PD di Vicchio, persona di fiducia mia e della mia squadra fino all’ultimo consiglio comunale di Aprile: sempre pronto a sostenere e difendere la mia amministrazione. Se poi analizzo il voto, al momento giusto, non ha esitato ad allearsi con chi fino a ieri combatteva ogni nostra scelta, Officina 19 e in modo particolare il Movimento 5 Stelle – che, ironicamente, ha poi subito lo stesso trattamento riservato a me, venendo estromesso dalla gestione politica di Vicchio. Con il senno di poi capisco anche il motivo per cui le forze politiche che erano all’opposizione in Consiglio comunale conoscevano con anticipo tutte le questioni che noi trattavamo. Per definire questa situazione prendo in prestito le parole di Beppe Grillo di qualche giorno fa: “Si muore più traditi dalle pecore che sbranati dal lupo”
Cosa ti manca di più di quella esperienza?
“Sicuramente il contatto diretto con i miei cittadini. Sul piano operativo portare a termine i circa dieci milioni di euro di investimenti che avevamo ottenuto con il PNRR e non solo. Tutto quello che questa amministrazione farà di importante in questi 5 anni sarà conseguenza dell’operato della mia amministrazione”.
Cosa fai adesso? Sei tornato al tuo lavoro precedente o ad uno nuovo? In cosa consiste?
“Mi sono preso un pò di tempo per riflettere. Il lavoro non manca. Molta attenzione la dedicherò al progetto politico Vicchio Vive sostenuto da tantissime persone che credono che la politica, anche in un paese piccolo come il nostro, possa essere una cosa seria e non arrivismo come i fatti di Giugno ci insegnano. Tra poche settimane inaugureremo anche la nostra sede che è il primo passo concreto per prepararci alle elezioni del 2029”.
Che vantaggi trovi invece nella tua attuale condizione?
“Cambiando il punto di osservazione riesco a vedere gli errori che ho fatto come sindaco e gli errori enormi che sta facendo l’attuale amministrazione che definirei una amministrazione “taglianastri” .
Segui ancora la politica locale e mugellana?
“La seguo perché il Mugello è la mia terra. Tutto sommato devo dire che tra le ottime riconferme e alcuni nuovi sindaci sicuramente saranno cinque anni importanti per il Mugello. Mi dispiace che Vicchio sia già isolato e in completa confusione. Il rischio è che questa politica che nasce da evidenti divisioni possa nuocere al nostro paese. Come ho detto più volte, le alleanze si realizzano partendo dalla convergenza reale su temi centrali per un paese come Vicchio, ma soprattutto in sintonia con l’elettorato di riferimento e dalla condivisione di valori. Un’alleanza seria e non occasionale come quella che sta amministrando si può costruire solo su questi presupposti. Per usare una metafora cara all’attuale sindaco Vicchio è il binario 18 della politica mugellana”.
Che giudizio dai dell’attuale situazione politica?
“La politica deve puntare in alto, senza paura di essere ambiziosi. La prima battaglia? Una sanità pubblica forte e davvero per tutti, non uno slogan ma una realtà. Poi, il sostegno concreto alle famiglie: investimenti in asili nido, politiche per la casa, per dare a ogni cittadino un futuro stabile.
Per il nostro territorio le infrastrutture sono essenziali, è necessario costruire una rete ecologica e sostenibile, che colleghi davvero i centri urbani con le aree più interne. In questo, il modello delle tramvie fiorentine è un esempio che possiamo e dobbiamo replicare su larga scala fino a collegare direttamente il Mugello, anche in vista della prossima attivazione dello scudo verde. Dalla sanità, alla casa, fino alle infrastrutture, vediamo un governo nazionale che non dà le risposte che servono ai cittadini. Ecco perché la Toscana con il Presidente Giani, deve farsi avanti e mostrare un modello diverso, che funziona davvero”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 Novembre 2024








2 commenti
queso è il risultato …..fra democristiani sognatori…..e chi era vaccinato c da piccino con il PCUS…..quindi il PD
Un giornalista avrebbe ripetuto la domanda…cosa sei tornato a fare oggi? Non averla fatta denota una scarsa propensione all’approfondimento.