MUGELLO – L’analisi del lavoro dal lato dell’offerta dell’ultimo quadriennio mostra una crescita continua sia degli avviamenti che delle cessazioni dei rapporti di lavoro fino al 2015 – lo si legge nella relazione statistica 2017 dell’Unione montana dei Comuni (articolo qui) – mentre nell’ultimo anno diminuiscono entrambi.
Il saldo 2016 risulta tuttavia essere il migliore degli ultimi quattro anni con un dato positivo di 3.244 unità, oltre il doppio rispetto allo scorso anno.
Rispetto al dato degli addetti nelle imprese mugellane, il numero degli avviamenti risulta il 50% del totale mentre le cessazioni circa il 35%; ciò non significa che tale sia la percentuale di lavoratori interessati nell’anno da assunzioni o licenziamenti (vi sono infatti molti casi avviamenti/cessazioni reiterate dello stesso lavoratore nel corso dell’anno), ma comunque mostra un elevato livello di turn over/precarietà anche nel territorio mugellano nonostante nell’ultimo anno si sia registrata una notevole riduzione delle cessazioni, tornate ai livelli del 2013.

Per quanto riguarda la ripartizione per macrosettore economico la diminuzione degli avviamenti ha riguardato tutti gli ambiti nella stessa misura (-7% circa) tranne il settore dell’agricoltura che al contrario ha registrato una crescita del 6%.

Le cessazioni rispetto allo scorso anno registrano una diminuzione in tutti i settori sopratutto in quello delle costruzioni (-26%) e in quello dei servizi (-35%).
Il saldo avviamenti – cessazioni nel 2016 è risultato dunque positivo in tutti i settori economici, compreso il settore delle costruzioni.

La composizione per sesso degli avviamenti mostra equilibrio tra le due componenti, con quella femminile che prevale nelle fasce d’età da 35 a 44 anni e quella maschile che la sopravanza nelle classi più giovani e più anziane. Le cessazioni sono invece più favorevoli alla componente femminile. Cosicché, come nel 2015, il saldo del 2016 risulta maggiormente positivo per le donne in tutte le classi d’età escluse le estreme.

Per quanto riguarda la provenienza, l’82% circa degli avviamenti sono di italiani e il 18% di lavoratori di nazionalità non italiana, una percentuale leggermente superiore alla loro consistenza demografica nelle classi d’età centrali (circa 13%). Anche i saldi avviati-cessati sono risultati più favorevoli alla componente straniera anche se in maniera lieve (+66,1% contro il 64,5%).


La composizione per tipologia mostra come i contratti a tempo indeterminato siano ormai una percentuale assai modesta del totale degli avviamenti, circa il 9%, e con il venir meno degli incentivi alle assunzioni previsti invece nel 2015, si registra anche una diminuzione degli avviamenti del 41,8% rispetto all’anno precedente (quasi la metà in termini assoluti). Di converso, per questa categoria si registrano anche poche cessazioni, con un calo ancor più significativo (-78,4%) rispetto a quello degli avviamenti, cosicché i saldi per i contratti a tempo indeterminato restano fortemente positivi e non molto lontani da quelli del 2015. Fra le altre tipologie prevalgono i contratti a tempo determinato (54%) e anche se rispetto al 2015 gli avviamenti sono diminuiti del 2,6%, il saldo è migliorato così come per le tipologie quali Apprendistato, Somministrazione e Domestico. Altra tipologia ormai rilevante anche per il Mugello è rappresentata dai contratti di somministrazione, ex interinali, con il 21,3% degli avviamenti, in crescita del 15% rispetto al 2015. Questi contratti “triangolari” (lavoratore – agenzia somministrante – impresa) per loro natura sono di breve durata, anche se reiterabili, e le cessazioni si allineano agli avviamenti cosicché i saldi sono sempre modesti ancorché nel 2016 positivi. I contratti di apprendistato sono in assoluto quelli che hanno registrato le percentuali di incremento degli avviamenti più elevate rispetto allo scorso anno (+25%) con un numero di cessazioni modestissime e conseguentemente dei saldi fortemente positivi. Tutte le tipologie hanno anche avuto un miglioramento nel saldo fra il 2015 e il 2016 tranne i contratti a tempo indeterminato, parasubordinato ed intermittente.
Nel suo insieme il 2016, sulla base dei dati disponibili, è risultato un anno positivo per il lavoro nel Mugello che, se ha visto ridursi il “movimento” contrattuale, ha mostrato un miglioramento significativo nei saldi, positivi in tutti i settori e per tutte le tipologie contrattuali.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2018






