MUGELLO – Per l’Epifania 2016, il Filo del Mugello vi regala una delle storie contenute nel libro “Dietro la Nuvola e tante altre storie” (articolo qui). Buona Lettura!
C’era una volta una stellina vagabonda che non sopportava di stare ferma ma ogni tanto partiva a zig-zag e nessuno riusciva a capire dove andasse a finire.
Le sue compagne la pregavano:
– Stasera stai qui per piacere, contiamo su di te per avere luce in questo punto dell’universo…
Ma non avevano ancora finito di parlare che lei se ne era già andata senza nemmeno dire ciao.
Sopporta oggi e sopporta domani, le stelle si riunirono a consiglio e decisero una punizione esemplare.
– Spengeremo la tua luce, così imparerai a fare di testa tua- le dissero.
La stellina vagabonda trovandosi improvvisamente al buio, rimase molto male.
Perdere la luce voleva dire perdere anche l’allegria, la vivacità, la voglia di fare scherzi: diventò triste e malinconica.
Che senso aveva adesso girovagare per il cielo se nessuno poteva vederla né tantomeno ammirarla?
Mentre rimuginava sulla sua disgrazia vide passare sotto di sé la Terra che se ne andava per il suo solito giro nello spazio e decise di fare un atterraggio segreto.
Tanto, chi se ne sarebbe accorto?
Così la stellina senza luce scese sulla Terra e, trovato un angolino nascosto si rincantucciò a piangere disperatamente.
Per l’appunto si erano messi in viaggio anche tre astronomi che, dopo anni di accurato studio sulle stelle, avevano fatto una scoperta sensazionale: presto una grande luce si sarebbe accesa anche sulla Terra.
Trovandosi quella sera a passare dalla valle dove la stellina si era rifugiata, udirono il suo pianto (un pianto di stella è molto particolare), la videro e, siccome erano degli astronomi in gamba, la riconobbero.
– Questa è una stella senza luce, veramente un caso interessante e misterioso. Come avrà fatto a finire quaggiù? Non possiamo abbandonarla così, senza fare nulla per lei, noi che siamo i più grandi amici delle stelle!
Le si avvicinarono e, sussurrando il linguaggio stellare, le chiesero.
– Amica, che fai qui? Perché sei senza luce?
La stellina aveva tanta voglia di sfogarsi che si mise subito a raccontare i suoi guai a quelle brave persone che l’avevano riconosciuta anche al buio.
– Però, mi dovete credere, sono davvero pentita perché adesso capisco di avere sbagliato.
Ah, se potessi tornare indietro, non mi ricapiterebbe di certo.
I tre astronomi si guardarono.
– Bisogna aiutarla – dissero. –E chissà che anche lei non possa darci una mano.
Poi uno di loro spiegò che erano in viaggio alla ricerca della Grande Luce che doveva accendersi sulla Terra, come dicevano i loro libri.
E siccome avevano dei grandi sacchi di “Cose-che-possono servire” tirarono fuori una super magica Pila che appesero al collo della stellina.
Lei, felice, fece un salto e poi ancora si sollevò più in alto, lasciando dietro di sé una lunga coda luminosa.
– Faccio luce, faccio luce! – gridava piena di gioia. –Amici, venite dietro a me, non so nemmeno io dove vo, ma sento che devo andare da questa parte.
Allora i tre astronomi cominciarono a correre e ogni tanto – sali una collina, attraversa un fiume, scendi giù per un burrone – gli prendeva l’affanno e gridavano:
– Aspetta, non andare così svelta! Non ce la facciamo a starti dietro.
E la stellina rispondeva:
– Dovete avere pazienza, ma non riesco a fermarmi, è come se ci fosse qualcosa che mi tira… mi tira…
Ad un certo punto si fermò come se l’avessero inchiodata.
– Amici! – chiamò – ditemi che succede? Questa pila si sta scaricando e io non riesco più ad andare avanti. Che si fa?
– Aiutooo! – si mise poi a gridare spaventata perché vicinissima a loro era esplosa una luce straordinaria e la notte era diventata giorno.
La pila scivolò a terra, ormai inutile, e la stellina si riaccese da sola, per incanto.
Terra e cielo, alto e basso, vicino e lontano, tutto diventò nuovo, diverso. Davanti agli astronomi, proprio sotto alla stella, c’era una piccola grotta nascosta.
Da lì usciva quel fascio di luce.
Gli astronomi si buttarono a terra mentre la stellina se ne tornava buona buona in mezzo alle sue sorelle.
– Sapeste cosa ho visto sulla Terra… – disse, ancora tutta eccitata.
E le stelle, tremando appena un pochino, risposero:
– Lo sappiamo, lo sappiamo. Da oggi, gli uomini, laggiù sulla Terra, non possono più restare al buio. Mai più.
Nicoletta Martiri Lapi
Illustrazioni di Andrea Lapi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Gennaio 2016





