MUGELLO – Per Natale ci siamo ritrovati un bel pacco dono sotto l’albero. Pur con qualche problemino di traffico, nascosto per l’occasione sotto un elegante tappeto mediatico, già all’antivigilia della festa più bella dell’anno è stata inaugurata la famosa variante di valico, bella, efficiente e comoda alternativa alla ormai decrepita autostrada tra Firenze e Bologna. Proprio sotto le luci sfavillanti dell’albero si è voluto smentire l’idea che la variante fosse diventata oramai la Novella dello Stento e dimostrare invece che, pur dopo quasi vent’anni, il tempo del risveglio, dell’efficienza e della veloce capacità di passare dalle parole ai fatti era finalmente arrivato.
Soddisfatti, abbiamo assistito in diretta alla cerimonia del taglio del nastro alla presenza delle massime autorità, con tanto di Premier, vice ministri, autorevoli politici locali, amministratori e sindaci tutti entusiasti di partecipare a questa ufficiale dimostrazione della nuova stagione della nostra rinnovata Nazione.
Già il giorno dopo ho avuto la fortuna di apprezzare le qualità del nuovo tracciato e, arrivato a Bologna entrando dal casello di Barberino, ho notato con una certa sorpresa, di aver percorso il nuovo tracciato senza alcuna possibilità di scelta come invece riportavano tutti i giornali. Ho pensato a una mia distrazione naturalmente, poi però, leggendo alcune cronache locali (articolo qui) non certo di grande diffusione nazionale, ho scoperto che, in effetti, dal casello di Barberino è impossibile entrare sul vecchio tracciato. Praticamente impossibile raggiungere Roncobilaccio, Rioveggio e Pian del Voglio. Pur con buona pace dei fedeli che per i loro pellegrinaggi al santuario di Bocca di Rio dovranno farsi tutti i tornanti della Futa, mi sono chiesto come farà un automobilista in difficoltà, rimasto in panne sul vecchio tracciato subito dopo Barberino in direzione Nord. Senza voler pensare e ben più gravi frangenti.
Ho pensato allora come il problema non sia venuto in mente agli ingegneri e ai tecnici in vent’anni di progettazione, non sia balenato nella testa di tutti i presenti all’inaugurazione, teste coronate della politica nazionale e delle Amministrazioni locali, tutti entusiasti, e soprattutto non sia stato ripreso da nessuno degli scaltri giornalisti della grande stampa che per osannare le caratteristiche dell’opera avranno avuto certamente della documentazione di supporto.
Sarebbe come se, all’inaugurazione di una bellissima villa padronale, il costruttore presentasse soddisfatto le meraviglie architettoniche del manufatto, la posizione, lo stile, la dislocazione delle stanze, la luminosità, le scalinate, la ricchezza dei bagni, dei i servizi, degli accessori e degli infissi e poi, finiti e festeggiamenti e l’elegante rinfresco, andati tutti gli ospiti affascinati e un po’ invidiosi, il novello proprietario si accorgesse che per andare in bagno, dalla sala da pranzo o dalla camera da letto, deve tutte le volte passare dal giardino. Una sòla insomma.
Guido Molinelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Gennaio 2016



