
VICCHIO – Carla Gabellini, ex tesoriere del Pd di Vicchio, interviene con una lettera di solidarietà con Franco Vichi, la cui candidatura nella coalizione Casa Riformista, in sostegno del presidente Giani, è stata contestata dal Partito Democratico locale (articolo qui):
Con questa lettera voglio esprimere la mia solidarietà a Franco Vichi per il modo in cui è stato trattato dal Partito Democratico di Vicchio in occasione della sua candidatura alle Regionali del 13 ottobre scorso.
I dem di Vicchio hanno espresso la propria opinione sulla candidatura di Vichi in una lettera inviata al PD Metropolitano di Firenze e al PD Regionale – lettera che per vie traverse è arrivata a questa redazione – usando degli aggettivi che sono dei veri attacchi alla persona e offendono la sensibilità di chi, oltre Franco, ha letto quelle parole.
Ma è con “lacrime e sangue” che hanno superato se stessi: un esordio di curchilliana memoria che richiama alla guerra e dimostra una volta di più la loro propensione alla violenza verbale e alla sopraffazione, da condannare senza appello.
Ma come si può riservare tanto odio a una persona libera da ogni obbligo che ha intrapreso un suo legittimo percorso politico?
E perché alle riunioni di partito gli attuali amministratori si sono sempre comportati da amici con quelli di prima e a chi amico lo era fuori da quelle mura gli veniva detto “Zitta Carla”?
E i nuovi dem non hanno pensato che se sono arrivati dove sono adesso il merito è anche di coloro a cui è stato gettato tutto questo fango?
Nell’anno 2020 tutti i componenti del direttivo si dimisero dal Partito (compresi l’attuale sindaco, il vicesindaco e il segretario PD) e nel febbraio 2021 Franco Vichi e Filippo Carlà Campa lo ricostituirono con una reggenza provvisoria, in attesa del Congresso che avrebbe eletto il segretario (oggi sindaco) e nominato il nuovo direttivo.
In questo lasso di tempo, Vichi prese in mano le redini della catastrofica situazione politica e amministrativa ereditata dal gruppo dimissionario. Gruppo che dopo lo svolgimento del congresso riprese il suo posto all’interno del direttivo.
Con il ruolo di rappresentante politico, Vichi coordinò le campagne di adesione al partito che nel 2021 furono ben due: una per quello stesso anno e l’altra per l’anno precedente, quando la questione era rimasta in sospeso a causa dell’assenza del gruppo dimissionario.
Grazie all’appoggio di Franco fu intrapresa l’azione di mettere a reddito la sede del Partito, troppo grande per le riunioni di trenta tesserati: meglio affittarne una parte e ridurre nel contempo le spese.
Franco sostenne anche l’opzione di far pagare agli amministratori comunali una quota dei propri emolumenti da versare nelle casse del Partito. Un’operazione finanziaria prevista dallo statuto del PD per coloro che sono stati eletti attraverso le liste del Partito e Franco, allora assessore, non ha mai sgarrato un mese, sempre puntuale con il suo bonifico.
E mentre scrivo, mi torna alla mente la battaglia che dovetti affrontare per far accettare al neo eletto direttivo questa nostra scelta, che nessuno prima di noi aveva messo in atto. Solo dopo vari contrasti la quota fu accettata dal gruppo, ma con l’esclusiva di applicare agli amministratori comunali la misura percentuale più bassa (lo statuto prevede un range che va dal 5% al 10%): che già avessero messo in conto che un giorno l’avrebbero pagata loro quella “tassa”
E mi risulta che fino al 30 novembre 2024 nessuno di loro abbia mai contestato Vichi per il suo ruolo di assessore, né per la veste di rappresentante di Partito.
E anch’io mi sono scontrata più volte con Franco sul progetto dell’eolico del Monte Giogo di Villore (io estremamente contraria), ma non ho mai fatto un attacco ad hominem, essendo una pura violenza verbale che non contribuisce al dibattito politico.
Ma si sa, è molto più semplice screditare la persona per deviare l’attenzione dei contenuti e delle questioni politiche che assumersi le proprie responsabilità. E non ci meravigliamo se poi la gente non crede più nei partiti e lo dimostra disertando i seggi elettorali!
E arrivati alla fine, voglio dire a Franco che la cattiveria non sporca chi la riceve, ma chi la produce. E al PD di Vicchio (ri)dico di avere almeno la decenza di iniziare le lettere con “care compagne”: vi potrebbe tornare utile per dare una parvenza che il concetto di parità di genere è stato capito.
Carla Gabellini, ex tesoriere PD di Vicchio,
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Novembre 2025





1 commento
A tutti voi di Vicchio dico: bravi, continuate così.
Siate sempre più divisivi. Rappresentate il Partito democratico come un posto in cui prevalgono gli interessi individuali e personali sugli interessi collettivi, ossia l’esatto contrario dei valori del partito stesso.
Il centralismo democratico come dottrina assolutista non mi è mai piaciuto ma poter dire quel che ci pare ovunque e sempre non è la soluzione.
Le discussioni, i dissapori interni dovrebbero svilupparsi internamente al partito e finire all’interno del partito