
BORGO SAN LORENZO – Dopo le notizie in merito al progetto di riutilizzo del Monastero di Santa Caterina (articolo qui), notizie che hanno creato sorpresa in molti, soprattutto nella parrocchia borghigiana, un gruppo ha deciso di rivolgersi direttamente all’Arcivescovo di Firenze, Card. Giuseppe Betori, e lo fa attraverso una petizione e una raccolta di firme.
Ecco il testo:
Eminenza, ci rivolgiamo a Lei a proposito del futuro del Monastero di Santa Caterina di Borgo San Lorenzo.
Il desiderio della comunità cristiana sarebbe stato sicuramente quello di veder proseguire, pur in modi diversi, la vocazione religiosa per la quale questo grande immobile è stato pensato e realizzato. Ma siamo consapevoli delle difficoltà.
Passare però a una destinazione turistico-ricettiva e commerciale ci rattrista e ci preoccupa fortemente. E ancor più ci preoccupa l’ipotesi di collocare gli spazi recettivi, con le camere da letto, nello stesso corpo della Pieve di San Lorenzo appena sopra la navata di destra e con ingresso dal sagrato della nostra chiesa.
Con altrettanto stupore siamo venuti a conoscenza che il tentativo di incontro per una mediazione promosso dall’attuale vicesindaco del Comune di Borgo San Lorenzo sarebbe stato respinto dai rappresentanti della Fondazione “Cittadella di S. Caterina”, cui già si deve l’incredibile intimazione rivolta alla parrocchia di rilasciare addirittura i locali della Sacrestia.
Ciò lascia intendere che nessun rispetto per le attività pastorali e liturgiche della Parrocchia possiamo attenderci dai nuovi proprietari del Monastero, con asservimento dei luoghi millenari che testimoniano i nostri valori alle esigenze commerciali di un’attività turistica.
Per questo ci rivolgiamo al nostro Pastore, affinché non venga compromessa la sacralità del luogo e si crei una situazione potenzialmente conflittuale che sicuramente non sarebbe edificante per la comunità cristiana che è in Borgo San Lorenzo, recando scandalo e divisioni. E la preghiamo quindi di negare autorizzazioni che consentano utilizzi non consoni del monastero da parte della predetta Fondazione, adoperandosi affinché si trovino, di comune accordo, soluzioni di utilizzo a servizio del paese e della parrocchia.
Chi vuole sottoscrivere la petizione può darne comunicazione qui: [email protected]
Vedremo prossimamente se questo appello verrà ascoltato, o se l’Arcivescovo di Firenze consentirà comunque alle Suore Domenicane di cedere per un secolo alla Fondazione e al Co&So la completa gestione dello storico immobile borghigiano.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 maggio 2024

