FIRENZE – E’ morto Carlo Casini, giurista e magistrato, fondatore e a lungo presidente del Movimento per la Vita, e autorevole rappresentante della Democrazia Cristiana, per la quale è stato Deputato alla Camera dei Deputati ed eurodeputato.
Lo ricordiamo qui, sul “Filo” perché Casini ha sempre avuto rapporti stretti con il Mugello.
Iniziò, ma questa è un’altra storia, quando ancora non era stato chiamato all’impegno politico: da magistrato, da pubblico ministero, si occupò del “Forteto”, e fu tra i primi a vederci bene, incriminando Fiesoli e il suo braccio Goffredi per maltrattamenti, corruzioni di minore e atti di libidine violenta -per il solo Fiesoli-.
Ma dal 1979, e per molti anni a seguire, quando si candidò nella DC, è stato molto spesso in Mugello, e non solo per le campagne elettorali -riportando in tutti le elezioni un numero altissimo, il più alto, di preferenze-, sostenuto a Borgo San Lorenzo da Adalena Berretti ed altri amici: le sue cene da Margherita Bernoni a Luco, ad apprezzare i suoi tortelli prima di qualche incontro al circolo MCL, l’iniziativa che, insieme a Marco Carraresi organizzò, a casa d’Erci con il sottosegretario all’ambiente Angelini, ai tempi caldi dell’alta velocità, o quando partecipò agli incontri sull’impegno politico dei cattolici, negli anni ’90, nel cenacolo dei Cappuccini. E più volte è stato ospite di incontri promossi dalla cooperativa e associazione “Idee e Vita” e del “Filo”, su diversi argomenti. Accanto al tema che più aveva a cuore, la difesa della vita fin dal concepimento, venne a dare il suo significativo contributo di riflessione anche su altre tematiche etiche e sociali, dalla pace alla famiglia alla questione della droga.
Sicuramente, in questi decenni, Carlo Casini è stata figura di grande rilievo nella storia del cattolicesimo italiano, infaticabile organizzatore e promotore di una rete di impegno e di azione, ma soprattutto stimolo costante su tematiche fondamentali per la vita sociale e politica. Chi l’ha conosciuto, oltre le etichette e gli stereotipi inventati, a torto, da coloro che osteggiavano le cose nelle quali credeva e si è impegnato con forza e coerenza, sa bene che la sua scomparsa -dopo mesi di sofferenza, privo di parola a causa della SLA che l’aveva colpito- è una perdita grave. Ma resta un patrimonio grande di idee e di passione etica e politica che oggi magari è poco conosciuto e praticato, ma che potrà nel prossimo futuro essere riscoperto per dare necessaria, feconda linfa a nuove stagioni di impegno sociale civile a servizio del nostro Paese.
Paolo Guidotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 marzo 2020


