
MUGELLO – Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 Agosto, è morto Arnaldo Nesti, 92 anni compiuti a marzo, nella sua casa di Firenze, in Via Sant’Agostino, nel quartiere di Santo Spirito. Sociologo della religione, noto internazionalmente, personaggio di grande vivacità culturale, uno dei protagonisti della stagione inquieta del rinnovamento della Chiesa post conciliare, Nesti è stato innovatore durante tutta la sua lunga vita.
Tra qualche giorno, mercoledì 28 agosto, inizierà a San Gimignano la XXXI Summer School on Religion che aveva fondato.
Già da un paio d’anni la sua salute era andata pian piano a declinare, ma i suoi interessi erano sempre vivi. Era ancora il direttore della prestigiosa rivista quadrimestrale Religioni e società, giunta al n. 108, animatore delle numerose attività del Cisreco (Centro internazionale di studi sul religioso contemporaneo) di San Gimignano che aveva fondato nel 2002, e del sito web As.fer (associazione per lo studio del fenomeno religioso).

Col Mugello Nesti ha avuto ampie frequentazioni, e numerosi sono stati gli studenti locali che hanno seguito i suoi corsi universitari affascinati dal suo eloquio elegante e coinvolgente. E poi il Mugello era una delle terre che gli interessavano particolarmente, perché il suo isolamento ha consentito la permanenza di usi e tradizioni religiose, a volte arditamente mescolate con antiche pratiche superstiziose.
Negli anni Novanta, era Assessore alla Cultura una sua allieva, Patrizia Gherardi, promosse a Borgo San Lorenzo una ricerca sulla religiosità per la tesi di laurea affidata a Simona Scotti, universitaria poi divenuta sua valida collaboratrice. Ne nacque un bel convegno nel ‘98: Vita religiosa e società mugellana nel ‘900, a cui parteciparono oltre a Nesti alcuni studiosi locali e poi Giovanna Del Gobbo, Paolo De Simonis, Vittorio Dini, Pietro De Marco. Poi la Scotti pubblicò la sua ricerca “A modo mio. Profili del cattolicesimo nel Mugello contemporaneo”, edito da Angeli nel 2005.
Inoltre Nesti ha partecipato in più occasioni ai corsi dell’Università dell’età libera del Mugello, grazie alla grande disponibilità che ha sempre assicurato. Legato a Nesti, è stato infine il ciclo di conferenze sul rinnovamento della teologia “Vino nuovo in otri nuovi”, che si è svolto a Borgo San Lorenzo nel 2020, appena prima delle chiusure determinate dal Covid, organizzato dall’Università dell’età libera mugellana.
Prete della diocesi di Pistoia, dove aveva fondato il Centro Studi Sociali, riferimento di molte associazioni cattoliche, si trasferì a Roma nel 1962 per studi teologici e sociologici. Dalla sua tesi di laurea su Gramsci definì un particolare interesse per la religiosità popolare. Dal 1968 fu docente di sociologia della religione all’Università Pontificia Marianum dei Servi di Maria di Roma.
Nel ’70 era frattanto uscito il suo volume “L’altra Chiesa in Italia”, una ricerca edita da Mondadori, che ebbe grande successo e manifestò la ricchezza e la varietà delle comunità di base sorte dopo il Concilio. Il libro ebbe recensioni assai positive, anche negli ambienti cattolici, ma nel ’71 la CEI ne diede invece una valutazione severa. Ne derivò l’espulsione di Nesti dalla docenza universitaria e anche dall’attività diocesana di Pistoia. Arnaldo si trovò così improvvisamente senza casa e senza mezzi. Iniziò una più ampia collaborazione con IDOC (Centro internazionale di documentazione e comunicazione di Roma) e la sua rivista e fu invitato dal prof. Carbonaro a svolgere attività didattica gratuita alla Facoltà di Magistero di Firenze.
L’anno successivo ebbe l’incarico di docenza a Firenze, dove rimase trent’anni, e divenne direttore di IDOC internazionale ampliando le conoscenze e i rapporti di lavoro e di amicizia sia con la Russia, sia verso l’America Latina.
Nesti con pochi altri colleghi ha portato in Italia lo studio della sociologia della religione, con una attenzione particolare al religioso implicito, alla religiosità popolare e alle sue manifestazioni, alle realtà minori in cui si intrecciano antropologia culturale, storia locale, religione, potere. Parecchi i libri che riportano i suoi studi, e qui ne cito solo alcuni: “Le fontane e il borgo. Il fattore religione nella società italiana contemporanea” (1982), “Il silenzio come altrove” (1989), “Fra villaggio e mondo” (1996), “Il cattolicesimo degli italiani” (1998), “Provincialia. Scavi sull’identità degli italiani” (1999), “I labirinti del sacro” (2000), “Che cosa credono quelli che dicono di credere” (2002), “Alle radici della Toscana contemporanea. Vita religiosa e società dalla fine dell’Ottocento al crollo della mezzadria” (2008), “Il mio Novecento. Passioni dentro e fuori il mondo cattolico” (2009), “Individualismo familismo. Spunti di storia e antropologia sociale degli italiani” (2016), “La scomunica. Cattolici e comunisti in Italia” (2018), “L’incerto domani. Spiragli spirituali” (2020).
Affascinante comunicatore, sempre attento a coniugare lo studio scientifico con l’attualità, minuzioso ricercatore dei sentimenti popolari scandagliati localmente, attraverso una rete di approfondimenti svolti con la collaborazione dei suoi studenti del posto, sapeva costruire sintesi potenti dei fenomeni religiosi contemporanei letti in controcanto con il profondo sentire dei semplici, per non perdere mai il senso autentico delle mutazioni.
Piacevole conversatore, affabile ed arguto, di grande cultura che mai consentiva fosse imbarazzo o difficoltà nei suoi rapporti, buona forchetta e amabile compagno di riflessioni dalle più complesse a quelle colloquiali, era sempre a suo agio, tra severi studiosi come tra cordiali amici.
Infine un aneddoto che ha raccontato in varie occasioni. Pur non conoscendo direttamente don Milani andò alle sue esequie a Barbiana e quando l’anziana Eda Pelagatti lo vide, vestito di nero e col fare da prete, gli disse subito: “E lei cosa ha combinato per essere quassù?”. Ne aveva tratto un merito, come fosse una medaglia.
Lunedì i funerali ad Agliana, luogo natale.
Andrea Banchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Agosto 2024





