
VICCHIO – La Cassazione ha condannato a otto anni e quattro mesi un vicchiese – la cui identità non viene resa nota per la tutela dell’identità delle vittime – per aver stuprato la figlia, che all’epoca delle prime violenze complete non aveva ancora dieci anni, e per aver abusato di un’altra ragazzina che aveva in casa, con sfregamenti, ammiccamenti, foto intime. Ecco quello che succedeva nella camera da letto dell’uomo quando tornava a casa, ubriaco. Lo scrive oggi La Nazione sulla pagina Mugello. Fu proprio la figlia nel gennaio 2014 a trovare il coraggio, con l’aiuto di una amica con cui si era confidata, di raccontare tutto alla madre, che con l'”orco” si era separata dal 2009. Le visite ginecologiche confermarono quanto la bambina raccontava di aver subito. Al primo processo ci fu una condanna a dieci anni e quattro mesi, pena ridotta a due anni in appello. In attesa della sentenza della Cassazione l’uomo era in custodia cautelare ai domicialiari. E per lui ora si aprono le porte del carcere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 luglio 2017






