Lo scorso fine settimana ho avuto il privilegio di partecipare, con la band di cui faccio parte per 1/7, a due eventi mugellani straordinari: il Mugello Comics (articolo qui) a Barberino e Una Nota Per (articolo qui) a Borgo.
Straordinari perchè inseriti in un territorio, il nostro, spesso troppo conservatore per quello che concerne la cultura nelle sue forme meno canoniche e tradizionali. Straordinari perchè pensati, costruiti, mantenuti e divulgati da giovani. Non sono un giovanilista, non lo sono mai stato, ma oggi associare un evento culturale ai giovani significa dare un pugno a quegli stupidi pregiudizi che vedono la categoria dei giovani ( mi ci metto per poco perchè i capelli bianchi iniziano a farsi strada anche per me) lontana dalle cose impegnative, dalle cose che fanno riflettere, dalle cose genuine.
Invece abbiamo vinto di nuovo noi giovani.

A Barberino si è svolta la prima edizione del Mugello Comics, una festa/mostra di tutto quello che riguarda il fumetto e le illustrazioni. Una festa che a Lucca, per dire, è diventata un’eccellenza europea. Ebbene, una volta terminato il concerto con il gruppo di cui faccio parte, mi sono messo a chiacchierare con i ragazzi che hanno pensato e costruito questa cosa incredibile. Barberino per due giorni ha visto la piazza principale chiusa con le transenne, piena di stand e banchi, i negozi e le vetrine splendenti e le persone che si avvicinavano al mondo della fantasia con fare curioso e rispettoso.
Il coraggio di parlare e di mostrare cose che non si toccano o che non esistono proprio secondo me è la cosa migliore che la fantasia possa produrre.
A Borgo invece si è tenuta l’ennesima edizione di Una Nota Per, maratona musicale di solidarietà nata per raccogliere fondi per il drammatico sisma che colpì l’Abruzzo. Una Nota Per ha appunto il coraggio di continuare a pienare Piazza Dante a Borgo e ha il coraggio soprattutto di raccontare i tanti giovani che sono attivi nella nostra comunità. Gli Amici delle Biblioteche , associazione che organizza l’evento, e con loro i gruppi che si esibiscono sono davvero una parte di giovani che va controcorrente. Mettono da parte il menefreghismo, la paura di disturbare e cercano di urlare a tutti quanto sia bello dare espressione ai sentimenti, attraverso la musica e attraverso la solidarietà.
Non è facile nel nostro Mugello essere rivoluzionari perchè spesso ad ogni curva segue un tornante. Ma il coraggio di iniziare e quello di continuare, secondo me, rappresentano una realtà giovanile molto diversa dal frastuono dei pregiudizi.
Niccolò Grifoni
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 8 giugno 2015


