MUGELLO – Un anno fa, a Scarperia, si tenne, per la prima volta il “Mugello Tech Summit” e fu un successo: circa trenta start up, prevalentemente toscane ma provenienti anche dal resto d’Italia, furono protagoniste di questa iniziativa dedicata all’innovazione. Abbiamo rivolto qualche domanda a Claudio Boni, di Assiboni, che è stato tra gli ideatori e organizzatori.

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna il Mugello Tech Summit. Ci può raccontare come è nata l’idea di questo evento?
L’idea nacque nel 2023 insieme ad Arcangelo D’Onofrio, fondatore di Temera, con la volontà di creare un punto d’incontro tra innovazione e capitale in una location non convenzionale come il Mugello. Volevamo allontanarci dai soliti contesti urbani (Milano) per offrire un’esperienza immersiva dove startup e investitori potessero interagire in un ambiente più rilassato ma produttivo.
Il successo inaspettato dell’edizione 2024 ci ha dimostrato che c’era effettivamente questa necessità nel panorama italiano, anche nella schiettezza dell’approccio di tutti gli speaker.

Cosa differenzia il Mugello Tech Summit da altri eventi simili nel panorama italiano?
La nostra unicità sta nel formato: un primo giorno interamente dedicato al pitch delle startup davanti a investitori selezionati, seguito da un secondo giorno di approfondimento con interviste con i protagonisti dell’ecosistema innovativo italiano. Non siamo solo un evento di networking, ma un vero e proprio ponte tra idee innovative e capitali pronti a supportarle. E tutto questo gratuitamente.
L’edizione 2025 si terrà nuovamente a Scarperia il 9 e 10 maggio. Ci sono novità rispetto all’edizione precedente?
Manterremo la struttura che ha funzionato così bene nel 2024, con il venerdì pomeriggio dedicato alle presentazioni delle startup e il sabato alle interviste con figure di spicco. Abbiamo però ampliato il numero di investitori partecipanti , riducendo al contempo quello degli speaker.
Saremo due giorni ospiti del bellissimo Palazzo dei Vicari di Scarperia; impagabile lo scorso anno vedere le facce allibite degli ospiti che non conoscevano questo splendido luogo della nostra valle e quindi replichiamo.

Quali tipologie di startup parteciperanno all’evento?
Avremo startup da diversi settori: dal cleantech al fintech, dall’AI applicata alla logistica fino alla biotech. Il filo conduttore è l’innovazione con un forte potenziale di crescita. Quest’anno abbiamo notato un incremento significativo di progetti legati alla sostenibilità e alle tecnologie che possono avere un impatto sociale positivo. E mai come in questi tempi, rimarcare il tema della sostenibilità ha un senso profondo. E’ chiaro che l’AI è ormai onnipresente, e con gli speaker parleremo anche di questo.
Come avviene la selezione delle startup partecipanti?
Abbiamo un processo di selezione rigoroso che valuta non solo l’idea innovativa, ma anche il team, la scalabilità del business model e quindi il potenziale di crescita. Le startup devono essere già in una fase di sviluppo e in raccolta di capitale , in modo da accelerare la crescita e la possibilità di concreto supporto..
Lo scorso anno abbiamo ricevuto 80 candidature per circa 25 presentazioni, segno dell’interesse verso il nostro summit.
Quest’anno saremo un pochino più selettivi, con qualche startup in meno ma più mature, diciamo così, e quindi più pronte a ricevere finanziamenti.
Lo scorso anno abbiamo facilitato ben 4 investimenti nei 12 mesi successivi all’evento, cosa non banale.

Chi saranno i principali investitori presenti?
Avremo rappresentanti dei più importanti fondi di venture capital italiani, alcuni fondi internazionali con interesse verso il mercato italiano, business angel e corporate venture capital di grandi aziende. Non posso fare nomi specifici, ma posso assicurare che si tratta di soggetti con portafogli di investimento significativi e un track record comprovato nel supportare startup di successo.
Saranno tutti avvicinabili facilmente perché l’evento è aperto a tutti, pur essendo da addetti ai lavori. E proprio nelle pause caffè o a pranzo, che avviene la magia del contatto e delle scintilla; in fin dei conti finanziare una startup è fare un’assegno in bianco su un’idea, a delle persone promettenti.
Il secondo giorno sarà dedicato alle interviste con figure di spicco dell’innovazione italiana. Può anticiparci qualche nome?
Un’esempio potrebbe essere Alessio Fanelli , che dalla Silicon Valley ci racconterà la sua carriera nel venture capital americano nel fondo Decibel , davvero impressionante, e del suo podcast Latent space, il più seguito in America sui temi tecnici dell’AI. Una persona squisita e di altissime competenze.
Oppure Irene Mingozzi, appena tornata dagli USA per supportare l’Italian founders fund, un fondo finanziato da persone che hanno già fondato startup di successo. Anche lei un profilo davvero rilevante e utile per capire cosa funziona e cosa no nel nostro ecosistema. Il programma dettagliato lo abbiamo pubblicato in questi giorni su Linkedin attraverso la nostra pagina ufficiale; si tratta di voci autorevoli con esperienze concrete da condividere. E persone che condividono il nostro stile ruspante, diciamo così, e senza remore. Siamo stanchi infatti di partecipare ad eventi del settore in cui sostanzialmente gli speaker fanno una passerella per la propria azienda, magari avendo anche fatto da sponsor. Ecco, per capirsi meglio, il nostro principale supporter é il Banco Fiorentino, che non avrà nessun relatore!
In questo il loro approccio è stato davvero molto lungimirante nel supportarci senza voler per forza presenziare. Ancora grazie a loro.
Quali sono le sfide principali per l’ecosistema startup italiano che verranno discusse durante l’evento?
Sicuramente affronteremo il tema dell’accesso ai capitali, che rimane una criticità per molte startup italiane, le sfide normative che spesso rallentano l’innovazione, e la necessità di creare connessioni più solide tra ricerca accademica e impresa. Questo è un tema drammatico, e uso questo termine consapevolmente.
Lo tratteremo con Corrado Priami , vice rettore dell’università di Pisa con delega all’innovazione, che ha insegnato a Stanford e che quindi ha un’esperienza diretta delle Università tech americane.
Quali sono le vostre aspettative per il Mugello Tech Summit 2025?
Dopo il successo inaspettato del 2024, puntiamo a consolidare il Mugello Tech Summit come uno degli appuntamenti imprescindibili per l’ecosistema dell’innovazione italiano. Non cerchiamo necessariamente di crescere in dimensioni, ma di aumentare la qualità delle connessioni create. Il nostro obiettivo è gettare il sasso nello stagno anche della Toscana. Non possiamo che confrontarci con i temi della tecnologia, è indifferibile per i nostri territori che non possono vivere di solo turismo mordi e fuggi e ricettività. Il turismo purtroppo lascia poco sul territorio, al contrario della manifattura, colonna vertebrale del nostro paese.
Qua sotto il link per l’iscrizione all’evento:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-mugello-tech-summit-25-1257586106899?aff=oddtdtcreator
e la pagina Linkedin dell’evento su cui pubblichiamo le informazioni sui relatori e sull’evento.
https://www.linkedin.com/showcase/mugello-tech-summit/?viewAsMember=true
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Aprile 2025







