Stamani -domenica 17- la cronaca fiorentina di Repubblica dà ampio spazio alla vicenda degli italiani bloccati in Burkina Faso. E parla dell’altro gruppo, gli otto volontari di Scarperia, che oggi dovrebbero ripartire alla volta dell’Italia. Si tratta di un gruppo dell’associazione Badenya di Scarperia, e il giornale riporta le dichiarazioni di uno di loro, Giampaolo Nieri : «Da nove anni vengo in Burkina ma mai mi ero trovato in un simile pericolo. Siamo arrivati il 29 dicembre a Nouna, il capoluogo della zona, e dovevamo rientrare a Roma con il volo della Turkish in partenza alle 22.50 del 15 gennaio. Eravamo in taxi quando è scoppiato l’inferno, la folla per strada ci ha fermati avvertendoci di non andare avanti perché sembrava che fosse esplosa un’autobomba e si sentivano spari in lontananza. Nonostante tutto, il nostro autista è riuscito ad accompagnarci in aeroporto facendo un giro lunghissimo. Abbiamo fatto anche il check-in ma il nostro aereo nel frattempo era stato dirottato sulla capitale del Niger. E lo stesso è accaduto al volo Air France che sarebbe dovuto decollare un’ora dopo. Niente da fare, siamo rimasti asserragliati tutta la notte, neanche immaginabile allontanarsi da lì. Troppo pericoloso sfidare il coprifuoco imposto dalle autorità dalle 1 alle 4 del mattino ogni giorno, figuriamoci poi con un attentato in corso. Molta paura, ovvio, ma stiamo bene. Siamo tornati verso la città alle sei di mattino e passando non lontano dallo Splendid abbiamo sentito ancora raffiche di mitra e qualche boato».Stanno bene anche i borghigiani dell’associazione “Solidarietà Missionaria”, che hanno confermato il programma della loro permanenza, con il ritorno già fissato per il 30 gennaio prossimo

