BORGO SAN LORENZO – Ieri a Borgo San Lorenzo Lega, Cambiamo Insieme e Cinque Stelle hanno convocato una conferenza stampa. Vediamo dunque gli elementi salienti emersi negli interventi di Francesco Atria e Claudio Ticci della Lega, Luca Margheri della lista Cambiamo insieme e Marco Giovannini dei Cinque Stelle.
L’elemento di maggiore novità lo ha portato proprio Giovannini. Che si è lamentato di “un atteggiamento inutilmente prevaricatorio da parte della maggioranza nei confronti degli atti presentati dalle opposizioni, spesso valutati sulla base di forti pregiudizi e non in relazione al loro contenuto e alla loro reale efficacia propositiva”. Ma di fatto ha voluto prendere le distanze dai colleghi di opposizione, non volendo farsi coinvolgere in “una situazione da ‘guerriglia politica/personale’ tra la maggioranza e la coalizione Lega-Cambiamo Insieme che travalica il normale dialogo e il dibattito politico, che invece dovrebbe esserci tra Maggioranza e Opposizione”. Così ha rivendicato, pur senza polemiche o accuse, maggiore autonomia, a cominciare dagli atti da presentare. Evidentemente non vuol apparire a traino della Lega. “Iniziative per il bene dei borghigiani io sono pronto a condividerle con tutti, maggioranza e opposizione. Perché il bene del paese -dice Giovanninini- non ha colore. Ma non voglio essere coinvolto in scaramucce politiche. Io rappresento i Cinque Stelle, e presenteremo atti da soli”. E nel documento che ha letto, novità di rilievo, apre anche alla maggioranza, “suspicando una reale e maggiore collaborazione con le altre forze di opposizione e con quelle di maggioranza”.
I rappresentanti della Lega, da parte loro, hanno continuato a battere sui loro tasti di contestazione, a cominciare dalle inadempienze formali dell’amministrazione comunale per la mancata messa al giorno di tre loro interrogazioni -Ticci ha parlato di una sorta di “bavaglio costante” e di “interrogazioni censurate” in “aperta violazione della normativa”. E hanno lamentato “le bocciature da parte della maggioranza a prescindere”.
Ma anche loro, al termine, hanno introdotto un elemento di novità, un appello alle scuse reciproche: “Quando si sbaglia -hanno detto Ticci e Atria- non abbiamo alcun problema a chiedere scusa, e noi per primi chiediamo scusa se abbiamo fatto battute di poco gusto. Con l’invito anche agli altri, a fare altrettanto quando si sbaglia, perché tutti possiamo sbagliare. Da parte nostra ci scusiamo per il pregresso e anche per il futuro”.
Luca Margheri invece ha ripetuto concetti già espressi in passato, tornando sulla frase del “contenuto” e del contenitore”, lamentando ancora che il sindaco non si sia dissociato da quella frase antidemocratica pronunciata in un consiglio comunale. E ha voluto chiarire la ragione del suo essere venuto via dal consiglio. Lo ha fatto -ha spiegato- continuando a riscontrare “un atteggiamento della maggioranza che avvalla il principio di quella frase, con mozioni tutt’altro che politiche che sono state comunque respinte”. E ha ribadito di non essere uscito per evitare di votare la cittadinanza alla Segre, rivendicando la propria coerenza.
P.G.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 dicembre 2019







