BORGO SAN LORENZO – Il 10 Agosto si avvicina, e Borgo San Lorenzo si prepara alla festa del Patrono, e al gran finale del Palio. Una tradizione presente a inizio del 1900, e rinata nel 2015; che si è poi sviluppata riscontrando molto seguito.

Ne ripercorriamo alcune tappe con il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni. “L’idea del Palio – afferma – è nata nel 2015 davanti ad una pizza con Alessio Capecchi, che all’epoca era presidente della Pro Loco. Anche come amministrazione, quando ci siamo candidati, avevamo l’idea di riportare il Palio per valorizzare le tradizioni che si erano un po’ perse. Quindi, davanti a quella pizza, si decise di provare ad organizzare la prima edizione”.

Ricorda ancora Omoboni: “Fu un’edizione genuina e artigianale, con tre squadre, con la cena davanti al palazzo comunale preparata con il contributo di tutti i volontari. Poi dal 2015 ad oggi c’è stata una crescita esponenziale. Oggi arriviamo con un Palio che non ha da invidiare niente ad altre manifestazioni che ci sono in Toscana, anche perché c’è stata una crescita dei volontari che aiutano nella sua realizzazione. Oggi c’è un’associazione, il direttivo del Palio, con un presidente, Claudio Vozza, che ogni anno l’11 Agosto ricomincia a lavorare per l’edizione successiva”.

“A tutto questo si collega il fatto che si sono formati nuovi rioni, l’ultimo è quello di Ronta Panicaglia, quindi siamo arrivati a 8, e soprattutto parallelamente è stato fatto anche un lavoro con le scuole. Lo trovo un lavoro straordinario: Andare nelle scuole a racccontare la storia del nostro comune fornisce un sano senso di appartenenza per le zone di Borgo San Lorenzo e delle frazioni, che ha portato poi al Palio di Paleo (il palio dei bambini ndr), che funziona un po’ come il settore giovanile delle squadre sportive: i bambini che oggi partecipano al Palio di Paleo magari domani parteciperanno al Palio di San Lorenzo”.

Con il sindaco facciamo anche un cenno all’aspetto logistico, e alla scelta di disputare il Palio al Foro Boario: “Credo che la soluzione Foro Boario, con le tribune, sia la più adatta dal punto di vista della fruibilità; vista anche la crescita esponenziale del pubblico negli ultimi anni”.

Conclude Omoboni: “Si tratta di una soddisfazione enorme: aver avuto quella scintilla di portare la manifestazione. Naturalmente però quella scintilla non sarebbe bastata se in tutti questi anni non ci fossero state le tante persone che lavorano all’organizzazione e le squadre che si allenano per mesi”.

Claudio Vozza, presidente del Direttivo del Palio, ricorda la storia e le origini della manifestazione: “Il Palio c’era già a inizio del ‘900, con i quattro rioni storici. C’era la corsa con i cavalli, c’erano sfilate, corse podistiche, gare di cucina e di pasticceria. Erano quattro rioni, tutti del centro storico. L’unico rione rimasto invariato da allora è il rione giallo di Santa Lucia“. Poi la tradizione si era persa, e negli anni Novanta veniva oprganizzata solo la sfida al palo della cuccagna. Fino al 2015, quando si è ripartiti con tre rioni: “Non c’erano neanche – ricorda Vozza – le maglie ufficiali. Santa Lucia è stato subito presente, ma all’inizio gli altri erano delle squadre più che dei rioni veri e propri. Da allora siamo cresciuti tanto. Siamo passati da essere 30 iscritti ad avere più di 200 giocatori per otto rioni”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Agosto 2023

