MUGELLO – Impegno istituzionale, missione per la promozione del territorio. Insomma, una presenza voluta da operatori d’oltreoceano per allacciare ed avviare relazioni e scambi culturali, turistici ed eno-gastronomici con il Mugello. Non è una novità, semmai un “dejà vu”. Era già successo. Molti dubbi e nessuna certezza.
Cominciamo con i dati di fatto. Tutto inizia con un comunicato apparso nello spazio web del comune di Scarperia e San Piero, giorni fa, laddove si annunciava una concomitante assenza del sindaco e del vice sindaco, negli stessi giorni, dal 24 al 28 febbraio, compresi. La spiegazione recitava che “saranno assenti per motivi istituzionali” (decreto n. 2 del 22 febbraio 2016). Poche righe, senza alcun contenuto che lasciasse far capire di cosa potesse trattarsi. Un testo sospeso fra oscurità mediale e letteratura ermetica. Comunque, un inno al rebus, un’ode alla sciarada. E si sa, quando poi viene meno la chiarezza subito si innescano incontrollabili congetture che spaziano dalla superficialità agli intrecci massonici.

Così, la curiosità, più dello spirito giornalistico, ha spinto ad approfondire la questione. Ordunque, soltanto ieri, è stato diramato il comunicato ufficiale (articolo qui). Ne è emerso questo scenario. Anzi un quadro, o meglio una immagine in stile foto ricordo di gruppo. Vi sono immortalati il vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, il sindaco ed il vice sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti e Francesco Bacci, il sindaco e vice sindaco di Barberino di Mugello Giampiero Mongatti e Sara Di Maio, il sindaco di Palazzuolo sul Senio nonché assessore al Turismo dell’Unione montana dei comuni del Mugello Cristian Menghetti. Di eventuali altre presenze private al loro seguito non è dato a sapere. Forse c’erano, o forse no, ma sarebbe gossip, quindi meglio voltare pagina.
Le fonti ufficiali attestano che sia giunto un invito dalla FIU (Florida International University), precisamente dalla “Chaplin School of Hospitality and Tourism Management” di Miami, Florida, USA. L’occasione è stata quella per partecipare al “South Beach Wine and Food Festival (nell’acronimo SOBEWFF)”, un evento turistico e gastronomico, ormai consolidato negli anni, svoltosi proprio dal 24 al 28 febbraio. E, in effetti, su quella foto di gruppo lo sfondo ne certifica luogo e circostanza.
Sicché Miami Beach, una bella città, una spiaggia da sogno. Peraltro è la sede operativa della Lionstone Development, una società con interessi immobiliari in varie parti del mondo, capogruppo dell’impero finanziario della famiglia Lowenstein. Un’attività, la loro, iniziata negli anni ’60 del secolo scorso, accentrata sull’acquisizione e la gestione di hotels e resorts di elevata categoria, lussuosi. E con i propri hotels di Miami sono fra gli sponsors della manifestazione. Già, peraltro, è lo stesso gruppo imprenditoriale fautore del progetto e del relativo investimento nella tenuta di Cafaggiolo, del valore dichiarato di 170 milioni di euro, precisi. Intendiamoci, nessuna caccia alla streghe. Una vicenda ove la commistione fra richieste private e disponibilità pubbliche si intreccia in maniera inusuale. Giustappunto, solo, e soltanto, il voler dare una notizia, mettendo insieme fatti, circostanze e situazioni.
Motivi istituzionali? Certamente, lo sono senz’altro. Lo erano anche quelli che un po’ più di dieci anni fa, era il 2005, spinse, per lo scopo, sempre una delegazione di sei rappresentanti istituzionali locali a volare a New York. Allora era la costosissima e snob Pace University, con il campus in Manhattan, che avrebbe voluto sbarcare in Mugello. Ma subito dopo, oltre i proclami, ben presto, della faccenda si perse ogni traccia. Derubricata ad un nulla di fatto. In quel caso la trasvolata e l’alloggio furono offerti da munifici sponsors nostrani, quasi tutti pubblici, spendendo risorse dei cittadini.
Di questa missione, dei nostri giorni, invece, non sappiamo a chi sia intestato il conto. Di norma un invito presuppone l’omaggio dell’ospitalità. E il comunicato stilato dai diretti interessati è chiaro e sintetizza, in quel “occupandosi di tutto”, l’aspetto materiale, le spese. Prendiamola per quel che appare, una notizia. Progetti reali o ennesimo bluff? Presto per dirlo. Se saranno rose fioriranno, magari petalose e senza spine.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 04 marzo 2016




