FIRENZUOLA – La Regione Toscana ha stanziato 320 mila euro per il risanamento conservativo del Ponte leopoldino di Ca’ Maggiore, a Firenzuola. I fondi sono stati inseriti nell’ultima variazione di bilancio regionale e permetteranno di salvare un manufatto di fondamentale importanza, sia sotto il profilo infrastrutturale e turistico, sia per il suo inestimabile valore storico.
“Voglio ringraziare – afferma il sindaco di Firenzuola Giampaolo Buti – la Giunta Regionale che ha accolto l’emendamento alla variazione di bilancio presentata dal Consigliere Matteo Zoppini. Un intervento di restauro necessario in un ponte storico in un area lungo il fiume Santerno di alto valore ambientale e paesaggistico”. Zoppini, spiega il il sindaco, era stato informato dall’Amministrazione comunale della necessità dell’intervento, con l’invio del progetto di fattibilità tecnica economica.
Sull’argomento interviene anche il gruppo consiliare di opposizione “Bene comune”, che rivendica la propria attività per mentenere alta l’attenzione in merito: “È un’opera su cui abbiamo tenuto sempre alta l’attenzione in questi anni. Già nel febbraio 2024 – spiegano – avevamo presentato un’interrogazione formale alla Giunta Comunale per denunciare il grave stato di degrado strutturale in cui versava l’infrastruttura, sollecitandone un’ispezione urgente. Abbiamo costantemente dato voce – aggiungono – alle giustificate preoccupazioni dei residenti, rimaste inascoltate fin dalle prime segnalazioni del 2016, con l’obiettivo di spronare l’Amministrazione comunale. Volevamo scongiurare a tutti i costi – affermano da Bene comune – scenari peggiori, che avrebbero potuto penalizzare intere famiglie e l’accesso alla Pieve, al chiosco e al cimitero locale. Un impegno, il nostro, che non è mai stato di mera protesta, ma di responsabilità istituzionale: nel settembre 2025 – concludono – votammo infatti a favore dell’inserimento dell’opera nel ‘Piano triennale delle opere pubbliche’ proprio per facilitare la ricerca di fondi, pur richiamando severamente la Giunta alla necessità di predisporre un piano b per non lasciare la frazione nell’incertezza. Oggi, l’arrivo di queste risorse concrete dalla Regione Toscana dimostra l’importanza di una filiera istituzionale attenta e, soprattutto, garantisce la messa in sicurezza e la salvaguardia di un’opera vitale per la storia e la fruibilità del nostro territorio”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Luglio 2026


