
SCARPERIA E SAN PIERO – Caro “Il Filo”,
ho molto apprezzato l’articolo sull’elisuperficie dove ti compiacevi dell’ottimo risultato ottenuto grazie a una critica costruttiva che hai fatto. Da ora l’elisoccorso sarà attivo anche di notte e se qualcuno di noi o dei nostri figli ne avrà bisogno, ci sentiamo più sicuri e protetti sempre, non solo ad ore alterne.
Ho molto apprezzato anche la sottolineatura fra le critiche positive e propositive che spesso fai e quelle tese solo a screditare se non ad infangare e offendere chi la pensa diversamente .
Ma direi sono cose ovvie. Ovvie? Purtroppo da un po’ di tempo non è così.
Da alcune stagioni nelle discussioni al bar, sul luogo di lavoro, sui media di ogni tipo, fa “tendenza “ e riceve “like”, ha più audience e premia in termini di consenso ed elettorali, tutto quello che infanga e demolisce. Tutto quello che è contro. Salvo poi, quando tocca a te dover fare qualcosa, trovarsi prima o poi sommerso dallo stesso fango che fino a poco fa avevi proprio tu agitato.
Abbiamo inquinato l’acqua che tutti dobbiamo bere .
Abbiamo segato il ramo sul quale tutti siamo seduti.
Abbiamo costruito coscientemente e pervicacemente il buio e poi ci rendiamo contro che “al buio tutti i gatti sono grigi”.
E anche il mio bel gatto diventa uguale a tutti gli altri.
E in questo buio anche il gatto cattivo, per un attimo, sembra buono e desiderabile.
Io credo che dovremmo tornare a pensare a cosa veramente ci fa vivere e ci fa felici.
Se la notizie di una maestra lontana che maltratta i bambini o se le tante e tante maestre e professori e allenatori che ci hanno fatto crescere.
Se le tristi notizie di alcuni sacerdoti pedofili (io non ne ho mai conosciuti) e per cui la Chiesa sta giustamente facendo pulizia o se quella dei tanti che abbiamo conosciuto, che hanno dedicato la loro vita alla propria parrocchia e che ci hanno voluto bene.
Se gli episodi di malasanità o se i tanti medici e infermieri che hanno curato con competenza e attenzione noi e i nostri cari.
Se il politico corrotto di cui leggiamo sui giornali o se i mille e mille che in Italia e anche nel nostro Mugello non sono mai incorsi in cose del genere e subiscono critiche feroci spesso anche personali solo perché fanno politica. Per noi. Al posto nostro. Al posto di un dittatore o di una piattaforma web.
Se i pochi scafisti da perseguire o se la tanta brava gente che ha il solo torto di aver avuto meno culo di noi e di essere nata in un posto diverso dal nostro.
Se dobbiamo continuare a pensare solo alle poche notizie brutte o all’infinità di “normali” miracoli nei quale siamo immersi .
Io credo che dobbiamo tornare a dire grazie.
Dire grazie per le mille fortune che abbiamo, per le persone che abbiamo intorno e che ci vogliono bene, per il bene che faticosamente riusciamo a volere agli altri.
Dobbiamo tornare a prediligere chi fa, chi costruisce case, ponti, rapporti e umanità.
Chi ha “a cuore”, chi vuole bene.
Dobbiamo tornare a non vergognarci di essere buoni. Dobbiamo esserne orgogliosi. E’ quello che più di ogni altra cosa ci fa uomini.
E forse, in questo momento, anche il giornalismo non ha solo il compito di dare notizie e di “fare le pulci” a chi governa ma di ricostruire una piattaforma di valori comuni, per far sì che si possa distinguere e dare il giusto valore e peso alle cose sbagliate e a quelle giuste.
Il compito di aiutarci a riaccendere la luce.
Io non credo che non ci sia più questa differenza o, peggio, che siamo attratti solo dall’invidia e dalla cattiveria.
Il cuore dell’uomo è pieno anche di tanta bellezza e bontà.
Sta a ciascuno noi scegliere cosa far prevalere.
E al nostro Filo decidere cosa mettere in maggior evidenza e aiutarci in questo.
( Rubrica Commenti – Alessandro Bettarini – Scarperia )
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 marzo 2019




