
MUGELLO – Progetto biomasse di Petrona, riepilogo. Lo scorso 28 dicembre era scaduto il termine ultimo per iniziare i lavori di costruzione della centrale termoelettrica. Il cantiere non è stato mai aperto. Adempimento disatteso. Così, venne avviata la procedura di revoca dell’autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Firenze (ex Provincia). Con un insolito procedimento, dato che in modo perentorio quella autorizzazione, di fatto e di legge era, comunque, da ritenersi decaduta, due tecnici di quell’ente concessero una proroga affinché l’imprenditore potesse presentare delle giustificazioni alla sua stessa inadempienza. Evoluzione normativa molto personalizzata, immotivata, senza cioè alcun fondamento giuridico. Solo, e soltanto, compiacenza, verso gli interessi privati e quelli di una certa politica. Chi dovrà decidere, cosa?
Ecco, riprendiamo da qui. Del resto dal “Comitato contro la centrale a biomasse di Petrona”, in maniera prudenziale, i fatti del 28 e 29 dicembre scorsi, quelli del mancato inizio dei lavori di costruzione della centrale a biomasse, vennero commentati con moderata soddisfazione. Una vittoria parziale. Un’espressione ed un giudizio correlati all’aver toccato con mano la viscidità di certi ambienti. Intendiamoci subito, quelli ove si è svolta gran parte di questa vicenda: uffici pubblici. Specchio della politica che li ha organizzati ad immagine e somiglianza, la propria. Una brutta faccenda. Ma scoperchiamo la cloaca e lasciamo che siano i miasmi, fuoriusciti nell’aprirla, ad insinuarsi nelle narici dei lettori. Cronaca dei fatti. All’indomani di quelle due giornate, il comitato, alcuni cittadini ed un gruppo politico di minoranza, in consiglio comunale di Scarperia e San Piero, ognuno autonomamente, presentarono istanza di chiarimenti alla Città metropolitana, direttamente a quei due tecnici. Gli istanti, dunque, vennero a sapere che dal primo di gennaio, nell’ambito di una riorganizzazione delle competenze, proprio i due tecnici, erano stati trasferiti dalla Città metropolitana di Firenze alla Regione Toscana (Settore Ambiente e Energia). Per qualche giorno, ad oggi compreso, impossibile contattarli. Dal centralino telefonico della Regione asserivano sì di averli in organico, tuttavia non risultava loro assegnato alcun numero telefonico interno. Un rebus. Venivano però indicati due recapiti di posta elettronica, attivati per quei due nominativi. L’invio delle istanze con la richiesta di spiegazione, questa volta accompagnate da un esposto, venne canalizzato su quegli indirizzi. Nessuna risposta. Però, da quel momento in poi, la Città metropolitana di Firenze invitava a rivolgersi alla Regione Toscana, dato che al proprio interno non vi erano più le figure professionali per seguire la questione. Innegabile come, per certi esercizi, occorra tanta pazienza. Quindi, nei giorni successivi, quegli stessi soggetti, gli istanti, convennero di contattare direttamente la Regione Toscana. Questa è stata la risposta del Direttore Settore Ambiente e Energia della Regione Toscana, Edo Bernini (mail del 15 gennaio, ore 17:48): “Lei (riferito al Coordinatore del Comitato, n.d.a.), nel pieno dei suoi diritti, ha avviato un contenzioso con la Città metropolitana in relazione ad una autorizzazione da questa rilasciata ed ha chiesto un intervento di revoca della stessa. Come ho già avuto modo di scriverle la legge regionale 22/2015, che ha disciplinato il passaggio delle funzioni e del personale ex provinciale alla Regione, ha nel contempo disposto che i procedimenti in corso, tra i quali rientra anche quello da lei attivato, restano in capo alle Province/Città metropolitana”. Tutto chiaro allora. Anzi, affatto.
Come può, o potrà, quell’ente ad aver “in capo” un procedimento amministrativo senza più disporre del personale per seguirlo? Chi autorizzerà o negherà cosa? In specie da dentro un tal barile con un’unica vocazione, quella di essere scaricato. E’ il gioco delle tre carte. Una tecnica, fra tattica e strategia, che ben si presta alla prestidigitazione, dove, appunto, l’abilità nei movimenti, delle mani, predomina sul contenuto delle stesse carte, coperte o scoperte che siano. E ne determina il risultato. Sicché colpi di mano. Passaggi di fogli e documenti, oltreché di persone. Un vorticoso tritatutto che vorrebbe cambiare tutto senza produrre alcun evidente mutamento. Lasciando, così, ad alcuni i vantaggi acquisiti e ad altri di continuare a subire torti, con una personalissima interpretazione delle normative. “Viva l’Itaglia” (epitaffio in vernacolare per esprimere disappunto verso le istituzioni, raccolto in una riunione del Comitato stesso, insomma fra la gente, n.d.a.). Giustappunto, una storia italiana.
Gianni Frilli
Ultim’ora. Ad un’odierna richiesta d’incontro, con i tecnici della Città Metropolitana di Firenze, dal 1 gennaio trasferiti alla Regione Toscana, è stato risposto così (mail del 18 gennaio, ore 12:21) : “Per me potrebbe andare bene giovedì pomeriggio verso le 15. La avverto però che, come le avevo già preannunciato nei nostri precedenti contatti telefonici, sia io che il collega (omissis, n.d.a.) siamo transitati, a seguito del trasferimento delle competenze, alla Regione Toscana. Il procedimento a cui siete interessati è invece ancora di competenza della Città Metropolitana. Valuti lei quindi l’opportunità del nostro incontro ed eventualmente mi dia conferma attraverso questo indirizzo di posta elettronica (siamo purtroppo ad oggi ancora sprovvisti di telefono)”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 gennaio 2016




