MUGELLO – Forse si comincia. Dalle buone intenzioni ai primi dati di fatto. Finanziato lo studio preliminare per la variante stradale da parte della Regione Toscana. Poi, cosa tutt’altro che secondaria, anche il proprietario della tenuta metterà a disposizione dei fondi per sostenere gli uffici comunali, di Barberino di Mugello e Scarperia e San Piero, in modo da “velocizzare il procedimento urbanistico”.
Timidi segnali operativi. Prove di concretezza. Eppur si muove. Il “progetto Cafaggiolo” sembra dare segni di vita. Per la verità ero rassegnato a raffigurarmelo relegato in un cassetto, quello dei sogni. Invece, a quasi cinque anni dall’annuncio del possibile investimento, con l’aver dato seguito ad improcrastinabili e minimi interventi di manutenzione alla copertura della villa, ecco che tutto riprende corpo. Si riaccende l’attenzione attorno a quella che potrebbe essere una grande opportunità per il territorio e l’asfittica economia locale. Per ora, dopo le promesse, e non poche, ecco il trasferimento di fondi pubblici, fra enti istituzionali, prodromo di una prima iniziativa reale. Così, la Regione Toscana ha assegnato 100.000,00 euro all’Unione montana dei comuni del Mugello (articolo qui) affinché dia seguito alla progettazione preliminare della variante alla ex SS 65 “della Futa”, in modo da valorizzare, e rendere maggiormente fruibile, l’area attorno al maniero mediceo. Fin da subito l’imprenditore argentino-svizzero, Alfredo Lowenstein, proprietario della tenuta di Cafaggiolo, lo aveva ritenuto, quello della modifica alla viabilità davanti alla villa, motivo imprescindibile per la buona riuscita dell’intero progetto. Lo aveva chiesto, preteso, e l’amministrazione pubblica aveva risposto, tramite lo stanziamento di 9 milioni di euro per modificare l’attuale tracciato stradale. Purtroppo, oltre l’innegabile riconoscimento verso il buon esito di questa determinazione istituzionale, devo dar conto dei tempi biblici con i quali si affrontano certe iniziative. Cinque anni per un primo passo sono tanti. Per certi versi inconcepibili. Movenze da tartaruga affetta da pigrizia. Poi non sono affatto convinto per la scelta di attribuire all’Unione montana dei comuni del Mugello la supervisione del progetto, seppure preliminare. Primo, perché è materia di viabilità ed esiste già, presso la Città metropolitana, un apposito ufficio operativo, con collaudate capacità di progettazione stradale, che cura e segue, anche, arterie di grande comunicazione a carattere regionale. Secondo, non rilevo nelle competenze di quell’ente locale, l’UMCM, un ruolo correlabile a questa fattispecie. A seguire, di contorno a questa importante notizia ne è giunta un’altra, non meno significativa. Sollecitata dalle due amministrazioni comunali, la proprietà ha convenuto di sostenere, economicamente, l’impegno degli enti pubblici. Quindi, verserà loro centomila euro, per assumere un dipendente, nella mansione di tecnico, per seguire, in due anni, l’iter urbanistico del progetto. “Lo scopo – spiegano i sindaci Giampiero Mongatti e Federico Ignesti – è quello di velocizzare il procedimento urbanistico. Il progetto Cafaggiolo non era previsto negli strumenti urbanistici dei due comuni, e ci sono da fare apposite varianti ai piani strutturali e ai regolamenti urbanistici. Un’operazione che richiede un lavoro intenso e dedicato. Per questo abbiamo richiesto alla proprietà di Cafaggiolo di intervenire economicamente” (articolo qui). Ecco, su questa interessata collaborazione, almeno di una parte, quella privata, al momento non è giusto stilare alcun commento. Di certo se ne coglie un senso inusuale. Ma aggiungere altre parole, vergate di maliziosità, sarebbe troppo. Del resto centomila euro a fronte di un investimento da centosettantamilioni di euro, hanno i connotati di un’elemosina. Un’opera pia.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 febbraio 2016







2 commenti
Continuo a rimanere scandalizato dal fatto che l’interesse di un privato divenga interesse pubblico così spudoratmente… Già scandaloso che un imprenditore chieda di spostare una strada e gli enti pubblici dicano sì preoccupandosi solo di difendere il suo investimento (tra l’altro di privatizzazione di un bene pubblico qual’era la villa medicea)… Poi ora addirittura la presenza negli uffici pubblici di un dipendente privato atto a velocizzare SOLO QUELLA PRATICA. alla faccia di tutti i cittadini che magari da anni aspettano il permesso per allargare la finestra di casa propria.. per loro nessun impiegato dedicato ad hoc… Che squallore
E’ possibile, per cortesia, sapere esattamente in che cosa consiste la valorizzazione “turistica” della villa medicea di Cafaggiolo?
gli articoli che ho letto finora non sono molto chiari…
grazie