SAN GODENZO – Emanuele Piani scende in campo. Un campo diverso dal suo solito, di imprenditore agricolo -è stato fino a poco tempo fa dinamico presidente del consorzio del Marrone del Mugello IGP-: stavolta infatti si candida a sindaco, alla testa della lista “Progetto San Godenzo” e venerdì 12 Aprile, alle 21 si presenta e presenta la propria lista.
Già scelto anche il motto della campagna elettorale, “Progetto San Godenzo, più grandi insieme”, che toccherà tutte le frazioni del territorio.
Sarà così una corsa a due, a San Godenzo: da una parte il sindaco uscente, di centrosinistra Alessandro Manni, dall’altra la lista civica di Piani.
E’ lo stesso Piani a spiegare la genesi dell’iniziativa: “E’ una lista che nasce dalla battaglia referendaria sulla fusione, che ha visto l’impegno di persone giovani, persone nuove. Alla fine, dopo aver vinto, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti di proseguire questa esperienza: la gente ci chiedeva di dare un seguito, in modo da creare un gruppo di grado di amministrare in modo nuovo il nostro comune. Mi è stato chiesto di candidarmi, e alla fine il senso di responsabilità ha prevalso ed ho accettato”.
Nella lista ci sono quattro persone che erano presenti nella vecchia lita civica di cinque anni fa, ma tutti gli altri sono nuovi: “Non abbiamo appoggi politici di partito -ribadisce Piani-, è una lista civica davvero, e questo è possibile in un paese delle nostre dimensioni, dove ci si conosce tutti”.
I punti cardine dell’azione di “Progetto San Godenzo”? “Durante il referendum i sostenitori della fusione rappresentavano il nostro paese come un paese vecchio, non solo anagraficamente, per dire che da solo non ce l’avrebbe fatta. Per noi invece l’essere piccoli può diventare risorsa e consentire la realizzazione di progetti che in comuni più grandi non sarebbero possibili: penso ad esempio alle cooperative di comunità, per potenziare servizi oggi carenti. E poi l’ambiente, che è la nostra risorsa più grande: abbiamo un patrimonio ambientale quasi intatto, e c’è chi già torna qui ad abitare perché ricerca un contesto vivibile. Senza contare che abbiamo un Parco Nazionale, un’opportunità ancora pochissimo valorizzata”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 aprile 2019




