MUGELLO – E’ arrivata, e in prossimo pagamento, la penultima fattura dell’anno di Publiacqua. Prima erano stati paventati aumenti in bolletta superiori al 7,5%, poi concertati e ridotti al 4%. Indubbiamente l’acqua costa e deve essere pagata. Ma può un servizio pubblico far registrare utili di gestione così rilevanti senza reinvestirli completamente a favore dei cittadini?
L’indicazione sul documento è chiara, viene individuata come “fattura di stima”. Insomma un conteggio parziale, cui seguirà il conguaglio. Accertando cioè i consumi effettivi e comminando le eventuali sanzioni previste dal contratto. Soprattutto portando all’incasso gli aumenti annunciati. L’acqua, ormai, ha tariffe farmaceutiche. Presto, chissà, anche la distribuzione ed il consumo avverranno tramite flaconi e contagocce. Insomma una evoluzione professionale: dal fontaniere al farmacista idraulico.
Già in Toscana, e specie nell’area fiorentina, le tariffe hanno importi esosi e, a prima vista, non sembrano poter reggere ad alcuna giustificazione rispetto a quelle di altre regioni. Distanti dal mare, ma in senso figurato l’acqua è salata. Insomma, costa tanto. Così la notizia, dello scorso 20 settembre, che annunciava un aumento di circa il 7,5% della bolletta per il 2016, aveva scatenato le giuste rimostranze di enti, sindacati e associazioni. Peraltro ne era scaturito anche un documento per dire “NO” al rincaro delle tariffe.
La lamentela era corroborata dai dati riportati nel bilancio di Publiacqua, la società partecipata incaricata della gestione del servizio, laddove era certificato un utile di esercizio di 38 milioni di euro, più o meno, per il 2015. Altri 20 milioni di euro nel 2014, 30 milioni nel 2013, 23 milioni nel 2012. Avanzi distribuiti ai soci. Non commento. Sicché, nonostante i piagnistei votati alla sofferenza per la gestione del servizio, è un’attività remunerativa. Ebbene, l’aumento del 2016, per gli utenti, era già stato contabilizzato, e riscosso, con le prime fatture dell’anno in corso, proprio con quell’aliquota del 7,5%. Poi, colpo di scena, di nuovo tutto in discussione.
A seguito di trattative, chissà anche di leciti conciliaboli dettati dagli interessi e dall’immagine dei soci che sovrintendono le nomine in quella società, si è arrivati ad un compromesso. Effetti di una concertazione ad oltranza. Appunto, una reminiscenza della politica di un tempo che fu. Dunque, eccoci al taglio del rincaro. Ancora secondo il manuale del farmacista idraulico, la pillola addolcita. Aumento ribassato al 4%, comunque bolletta più cara. Strategie imprenditoriali.
La fattura per la distribuzione ed il consumo dell’acqua, di solito, consta tre pagine di scrittura fitta e con certosina compiutezza di dati. Un pregio indubbio. Adesso occorrerà controllare se quanto preventivamente versato, con le prime bollette del 2016, verrà correttamente computato nella fattura di conguaglio. Intendiamoci, non uno sconto semmai un minor aumento. Nel gergo aziendale un adeguamento alla congiuntura. Suvvia, diciamolo, per avere un bicchiere mezzo pieno si spende troppo, e la tasca si svuota.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 06 ottobre 2016






2 commenti
Io non ci ho capito una mazza. L’articolo è datato 6 Ottobre 2016 e parla di tariffe 2016 che aumenteranno?? Forse si voleva dire tariffe 2017. Se è così, allora non credo che il nuovo aumento (quello del 2017) sarà del solo 4%. INFATTI SONO ANNI CHE GLI AUMENTI DI PUBLIACQUA SONO ORMAI STANDARDIZZATI SU UNA ALIQUOTA OSCILLANTE TRA IL 7 E IL 7,5%, INDIPENDENTEMENTE DA RECESSIONI, RIBASSI DEL GREGGIO E QUALSIASI ALTRA SITUAZIONE ECONOMICA.
QUESTI NON CONOSCONO SE..E; OGNI ANNO RIVOGANO UN AUMENTO DELLA QUANTITA’ SUDDETTA.
Tra l’altro, l’organo di controllo, cioè chi dovrebbe verificare la congruità delle loro richieste, fa parte di Publiacqua stessa; è tutta la stessa famiglia.
Questo succede quando i Sindaci che hanno fatto entrare, a suo tempo, Publiacqua dentro i loro Comuni, ne sono poi, a mandato terminato, diventati Presidenti (come un certo sindaco borghigiano di non troppo lontano ricordo).
Da quando l’acqua veniva gestita dai Comuni ad oggi, gestita da Publiacqua, il costo di un metro cubo di acqua è AUMENTATO DI 150 VOLTE. Anche i nostri stipendi, vero???
Voglio, inoltre, che sappiate anche ciò che avviene in un condominio, nel quale ogni singolo appartamento sia dotato di regolare contatore privato, non gestito chiaramente da Publiaqua, la quale però gestisce il contatore condominiale, quello che segna i consumi dell’intero condominio: un solo contatore per l’intero condominio, quello letto e poi fatturato da Publiacqua. Cioè, in questi casi, Publiacqua fa una sola lettura ed una sola fattura, anche se i condomini sono, diciamo, 50. PERO’ PER FARE QUELLA SINGOLA LETTURA E QUELLA SINGOLA FATTURA, LEI SI PRENDE 50 VOLTE LE SPESE FISSE, IL COSIDETTO NOLO DEL CONTATORE, COME SE AVESSE EFFETTUATO 50 SINGOLE LETTURE ED EMESSO 50 SINGOLE FATTURE. Se non è un furto questo!
Senza contare che il costo delle spese fisse, per quelle persone o famiglie che riescono a mantenere i loro consumi al di sotto del primo scaglione tariffario, costa più dell’acqua consumata stessa. Siamo nel caso in cui il bene consumato costa meno del nolo del misuratore del bene stesso. Come se, andando dal benzinaio per fare 20 euro benzina, ne dovessimo pagare 25 per l’uso del distributore che ce la misura!!
QUESTA E’ PUBLIACQUA.
Godiamo ed esultiamo.
Egregio Signor Piero, grazie per il suo commento.
Gli aumenti citati nell’articolo si riferiscono all’anno 2016. Sì perchè erano già stati applicati, in modo preventivo, nelle fatture dell’anno in corso, pur nell’attesa che quegli aumenti venissero ratificati ufficialmente. E come è stato scritto sono stati introdotti con un incremento del 7,5% per poi, in sede di ratifica, essere diminuiti al 4%. La storia è questa. Nessun errore da parte nostra.