L’APPELLO
Abbiamo incontrato a Santa Lucia, frazione di Barberino di Mugello, Annunziata Spoglianti e Simone Gualtieri per dare voce alla richiesta di poter riaprire la Chiesa della comunità che si estende da qui fino alle località di Monte di Fo e l’Apparita, per un totale di circa 200-300 residenti annuali, che vengono quasi raddoppiati dai villeggianti estivi, senza considerare i numerosi turisti occasionali.
Santa Lucia A Ostale è ormai chiusa da diverso tempo, anche se l’affetto della propria popolazione devota non è mai venuto meno: le panche sono state donate dalle varie famiglie, su ognuna c’è una targa che le ricorda; tutto il corredo di tovaglie è stato realizzato nella frazione. Una giovane ragazza ci confida che sarebbe suo desiderio potersi sposare nella loro chiesa, alla quale tutti sono legati da forte senso di identità.
“Oggi a malincuore, non volendo rinunciare alla messa, in molti vanno a La Traversa o a Bocca di Rio, pochi a Barberino. Ma tutti vorrebbero che la chiesa fosse riaperta a funzionalità piena per le occasioni religiose tradizionali”, dice Simone. Continua Annunziata: “Basterebbe che potesse essere aperta per almeno una messa a settimana, per i funerali, per la ricorrenza del santo Patrono e a richiesta, soprattutto per i pellegrini”. Da sempre Santa Lucia è sosta per i pellegrini, di qui passa la via Francigena; un percorso naturale di comitive da Bologna, Castel Dell’Alpi e Madonna dei Fornelli.
“Molte famiglie sono disponibili a prendersi in responsabilità struttura per tenerla in cura e garantire una presenza costante. La
comunità ha anche aperto un libretto nel quale è stato versato il risultato di una prima raccolta fondi, circa 2.500 euro, destinati per contribuire alla riapertura. Per altro lo stato d’abbandono di Santa Lucia genera due questioni che ci preme segnalare. La prima è che l’edificio religioso è appoggiato ad una proprietà privata i cui proprietari lamentano problemi di infiltrazione. La seconda è che in Santa Lucia a Ostale ci sono alcuni oggetti artistici di pregio e di valore, tra cui il caratteristico crocifisso del Rapisardi, famoso artista che negli anni ’60 venne ad abitare nella frazione ai tempi di Don Renzo Forconi, e l’opera dedicata a Santa Lucia stessa”.
LA STORIA DELLA CHIUSURA
“Fino al 2000 la Chiesa era frequentata con regolarità e affluenza tutte le domenica e per tutte le ricorrenze” ci dicono Annunziata e Simone. “Poi Don Giuseppe Biancalani ebbe un malore: noi e Montecarelli non venimmo più serviti. Il sacerdote di Cafaggiolo si occupò per diverso tempo dei funerali, fino a che lui stesso non venne a mancare”.
“Improvvisamente da Barberino venne ordinato alla famiglia che si prendeva cura della struttura la restituzione delle chiavi e da quel momento la nostra piccola comunità non ha più praticamente avuto la possibilità di poter accedere alla propria Chiesa”.
Ricorda Annunziata: “Ma quando Montecarelli fu chiusa per manutenzione straordinaria per i danni di un terremoto, si riaccese la speranza di veder riaperta Santa Lucia. Vennero riassegnate le chiavi e tutta la comunità si attivò per rendere la chiesa pronta e decorosa alla prima messa, dopo tanto tempo”. “Una messa che non ci sarebbe poi mai stata” interviene Simone, “perché venne trovata una trave marcia”.
“Un architetto della Curia venne poi per sopralluoghi e valutazioni tecniche fino a che una ditta di Barberino si occupò della messa in sicurezza del tetto e delle travi. All’epoca l’architetto ci disse che l’interno era sicuro e agibile, mancava solo la copertura del tetto”.
“Tuttavia al termine dei lavori, venne anche smontata tutta la loggia: distrussero tutti i travelli in legno perché dissero essere pericolanti. Il tutto fu lasciato nel piazzale davanti l’ingresso, fino ad oggi. Tutto è lì rimasto e da allora non abbiamo più visto nessuno, non abbiamo rassicurazioni, né tantomeno informazioni”.
Fabrizio Nazio
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2014







