
MUGELLO – Tra i richiedenti asilo (articolo qui) c’è crescente preoccupazione circa l’attuale negazione di massa nel rilasciare il permesso di soggiorno da parte del Governo Italiano. Per questo motivo si appellano e si raccomandano venga loro permessa una permanenza legale nel paese.
I migranti non hanno scelto l’Italia. Essa è la destinazione obbligata per chi attraversa il Mediterraneo.
Bisogna ricordarlo: non si emigra per piacere, ma per estrema necessità. Per paura concreta della morte in guerra, per le persecuzioni, per motivi razziali, religiosi, politici. Per la fame.
E si parte per un viaggio lungo e rischioso.
Si arriva in Italia, dopo tante sofferenze subite, per cercare protezione umanitaria e costruirsi una nuova vita, con documenti in regola e un lavoro.
Adesso la Questura sta per cambiare procedura: fin qui è stato possibile presentare appello dopo una prima risposta negativa, aspettando poi fino a due anni perché venisse esaminato; ora sembra che la possibilità dell’appello verrà cancellata, allora non resta altro che cercare lavoro, impiego, anche solo a titolo di volontariato, per ottenere una raccomandazione e farsi meglio considerare per il permesso di soggiorno.
La Prefettura rilascia il permesso sulla base dei racconti personali e delle prove a supporto. Fino a pochi mesi fa la procedura prendeva sei mesi, durante i quali un documento provvisorio consentiva di muoversi per la Toscana. Ora può passare un intero anno prima di venire chiamati di fronte alla commissione.
Al momento, con gli arrivi in continua crescita, si fa concreto il pericolo di aspettare in futuro anche due anni buoni prima di venire chiamati e valutati. Questo ha fatto sprofondare nella frustrazione i migranti, desiderosi solo di avere i sospirati documenti per cominciare a fare qualcosa in proprio, e cercarsi un lavoro. Ma stare fermi senza fare niente li rende demotivati e pigri. Per questo chiedono di cambiare presto questo stato di cose.
Kemo Touray
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 gennaio 2017


