VICCHIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di Don Giovanni Gori, vice-parroco a Vicchio:
A volte abbiamo questa idea un po’ hippie di Gesù, secondo la quale ci viene a dire: – Ma dai l’importante è l’amore. Poi se anche non si seguono le regole va’ bene -. E lo vediamo come chi lascia da parte la rigidità dell’Antico Testamento per portarci il Vangelo. Eppure le letture di oggi ci aiutano ad inquadrare il rapporto tra fede ed obbedienza nella giusta prospettiva.
Anzitutto la prima lettura, dal libro del Siracide, in cui vediamo come sia una nostra scelta quella di fare il bene o il male. E Dio, quando si rivela ad Abramo e a Mosè non si impone, ma si propone. È il popolo di Israele che accetta l’alleanza con Dio (Esodo cap. 24), come in un matrimonio si accetta liberamente gli obblighi che questo comporta.
E ancora, il Salmo. È il numero 119, che è il più lungo tra i 150. Per ogni lettera dell’alfabeto ebraico ci sono 8 righe…e parla tutto dell’amore del discepolo per la legge di Dio. Interessante no?
Ci sembra strano questo concetto: amare la legge! Ci fa strano perchè nella nostra società siamo portati ad opporre, come dicevamo prima, la legge all’amore. Si certo, seguiamo le leggi…ma non le amiamo certo! E ne faremmo forse anche a meno se potessimo farlo. Per la nostra visione del mondo, essere limitati, costretti dalla regole è percepita come una cosa negativa. Ma andiamo avanti.
Nella seconda lettura San Paolo ci rivela come la sapienza di Dio “non è di questo mondo” ma “è nel mistero”. Essa è nascosta ai potenti ed è rivelata ai più umili. E ci spiega anche perché: “a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio”. Ecco dunque che vediamo come, grazie allo Spirito Santo è possibile conoscere il cuore della legge di Dio.
Tutte queste riflessioni ci preparano al Vangelo di oggi dove Gesù interpreta la legge non distruggendola ma andando al cuore di essa. Vediamo insieme alcuni esempi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio”. Con questo Gesù non sta dicendo che ora è possibile uccidere…ma ci chiede di andare alla radice dell’omicidio che è l’odio! Possiamo evitare di uccidere quanto vogliamo ma se al nostro interno coviamo rabbia e rancore per qualcuno, questo inevitabilmente si farà strada, perlomeno nelle nostre parole.
Ancora un altro esempio: “Avete inteso che fu detto: – Non commetterai adulterio -. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.” Qui Gesù ci rivela come al cuore dell’adulterio ci sia la lussuria. Gesù non sta abolendo la legge di Mosè ma sta rivelando, per mezzo dello Spirito Santo, la sua vera essenza.
Gesù corregge perfino Mosè sul divorzio: questo non era previsto nel piano originale di Dio. Ma lo può fare sempre in questa prospettiva: andando al cuore dell’unione tra uomo e donna si vede come questa è talmente profonda da essere indissolubile. Gesù non rigetta in maniera capricciosa la legge o parte di essa, ma come un buon maestro ti fa vedere la gerarchia dei valori che essa ha al suo interno. Ci fa capire come il progetto di Dio per l’uomo sia grandioso e come Egli si aspetti grandi cose da noi. A volte, come i farisei, cerchiamo di cantarcela e suonarcela da soli, cercando di autoconvincerci di essere nel giusto quando la nostra coscienza, voce di Dio, ci continua a chiamare in causa. E questo non va’ bene. Non siamo servi di Dio, che obbediscono alla sua legge per paura, ma figli! E come tali dobbiamo sapere che le sue prescrizioni per noi sono per il nostro bene, per aiutarci a crescere e a sviluppare tutte le potenzialità di bene che sono insite nella nostra vita. Cominciamo quindi questa settimana chiedendo nella nostra preghiera lo Spirito Santo. Egli ci può guidare verso l’amore per le leggi e i comandi di Dio. Ci può far comprendere la loro essenza.
Amare Dio ed amare il prossimo, “da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22,40).
Don Giovanni Gori
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 febbraio 2026






